
Torna la rassegna estiva ‘Sotto le stelle del cinema’ e lo fa con un menu che offre un Sergio Leone restaurato, gli attori amati da Marcello Mastroianni, i cinquant’anni della Nouvelle Vague e un omaggio al centenario del Bologna.
Da domani al 29 luglio partono le affollatissime proiezioni gratuite nel maxischermo allestito in piazza Maggiore a Bologna. Un programma ricco e vario che, a causa dei tagli di bilancio, e’ stato salvato dall’amministrazione e dalla Cineteca (che lo ha curato) solo in extremis nella scorsa primavera. Decisivi i contributi di Regione, Fondazione Carisbo e alcuni sponsor che hanno messo insieme i 250.000 euro necessari a sostenere la rassegna.
Clou dell’edizione 2009 sara’ l’omaggio a Sergio Leone, a ottant’anni dalla nascita e a venti della morte del piu’ grande regista western (ma non solo) italiano. Quattro i suoi film in programma, tra il 7 e l’11 luglio: ‘Per un pugno di dollari’, ‘C’era una volta il west’, ‘Giu’ la testa’ e, infine, la copia personale della famiglia Leone di ‘C’era una volta in America’.
Ma ‘sotto le stelle’ ci sara’ modo di ricordare anche Marcello Mastroianni attraverso alcuni film dei suoi attori preferiti (dal 14 al 17): Vittorio De Sica in ‘I gioielli di Madame De...’ di Max Ophuls, Henry Fonda in ‘Sfida infernale’ di John Ford, Jean Gabin in ‘Il bandito della casbah’ di Julien Duvivier e l’immancabile Orson Welles di ‘Quarto potere’.
Per celebrare il centenario del nobel a Guglielmo Marconi, la Cineteca ha scelto un poker di pellicole ‘’impossibili senza l’opera di questo grande inventore’’: apre il 18 ‘Lavorare con lentezza’, seguito da ‘E.T.’, ‘La conversazione’ di Coppola e ‘Radio Days’ di Woody Allen. Ultimo ciclo tematico quello dedicato ai cinquant’anni della Nouvelle Vague (dal 23 al 28).
In scena grandi classici come ‘Hiroshima, mon amour’, ‘I quattrocento colpi’, ‘Fino all’ultimo respiro’, ‘Ascensore per il patibolo’, ‘Lo spione’ di Melville e ‘Questa e’ la mia vita’,. Cinque le serate speciali: quella di apertura dedicata a Slow Food con la proiezione di ‘Food Inc.’, il regista Fatih Akin che presentera’ la sua ‘Sposa turca’ il 10, l’omaggio ai 100 anni del Bologna con Giorgio Comaschi il 13, la ‘serata lunare’ per i 40 anni dello sbarco sulla luna il 20 e ‘Gomorra’ a chiudere la rassegna il 29.
(ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com, 03/06/09)
Sergio Leone (Wikipedia)
categoria:cinema, orson welles, sergio leone, marcello mastroianni, vittorio de sica




La Casa del Cinema a Villa Borghese ricordera' il grande regista Sergio Leone con un doppio appuntamento. Domani 20.o anniversario della sua scomparsa nell'anno nel quale ricorrono anche gli 80 anni dalla sua nascita, avra' inizio il primo importante tributo al regista con un incontro alle 17.30, condotto da Italo Moscati, con la presenza - insieme alla famiglia Leone - dell'Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma Umberto Croppi, di Ennio Morricone, Barbara Scaramucci, direttrice di Rai Teche, e Gianni Mina'. L'omaggio a Leone sara' introdotto alle 15.30 dal documentario C'era una volta il sogno americano di Sandro Lai e Daniela Piccioni, seguito da Sergio Leone: c'era una volta il cinema di Gianni Mina'. Si proseguira' alle ore 18.30 con una serie di contributi audiovisivi tra i quali, in anteprima assoluta, lo Speciale: Verdone racconta Leone prodotto da Sky Cinema, in onda il 3 maggio e che fa parte di una ricca programmazione della rete dedicata alla figura del grande regista. Nei giorni successivi, dal 1° al 3 maggio, verra' presentata la rassegna completa dei 7 film di Sergio Leone e il primo film da lui prodotto per Carlo Verdone, Un sacco bello. Durante la stagione estiva nel suo Teatro all'aperto la Casa del Cinema, da lunedi' 27 luglio a giovedi' 3 settembre 2009, rendera' omaggio a Ennio Morricone con la presentazione di 25 film musicati dal grande compositore. L'evento si aprira' il 27 luglio con la proiezione, fino al 3 agosto, dei 6 film diretti da Leone e musicati da Morricone, a testimonianza dell'importante sodalizio artistico tra due grandi figure del cinema italiano.
Nel suo stile una lunga serie di peculiarita': amava i movimenti di macchina e prediligeva i tempi amplificati. Non a caso il suo cinema e' stato definito barocco. Piuttosto era iperrealismo discreto. Di certo non voleva essere solo il padre dello spaghetti-western. Questa etichetta gli e' stata attribuita tardi, assieme ai tardivi riconoscimenti e pentimenti di una critica che, all'inizio, lo aveva maltrattato. Del western all'italiana, Leone e' stato semmai il Pigmalione, quello che lo ha fatto crescere, che ne ha rivelato le possibilita' e le ragioni segrete.La possibilita' di sfruttare l'amore popolare per un genere popolare e amato sulla via del tramonto, di divertirsi con i generi, di riempire il western con la suspence del poliziesco, di nutrirlo di umori e di allusioni al reale, di giocare con le metafore per costruire delle strutture esemplari di fiaba moderna. E la ragione segreta come ci confermera' la storia cinematografica di Leone, che consiste nell' amore per l'America, per la sua cultura, per il suo epos, come e' stato sognato e guardato da lontano da una intera generazione di italiani. Quando parlano dei loro debiti nei confronti del cinema italiano molti nuovi registi, e non solo americani, che si chiamino Coen o Tarantino (ma anche Coppola, Lucas e Spielberg) dopo il doveroso omaggio a Fellini quasi sempre fanno il nome di Sergio Leone. Scorsese ha dichiarato di aver visto 150 volte "C'era una volta il West".
Che Leone sia stato un anticipatore non c'e' dubbio, che sia stato il primo regista postmoderno non lo si scopre ora ma lo ha affermato anche uno del ramo come Jean Baudrillard. Ma il cinema di Leone e' stato anticipatore non solo di stili ma anche di rapporti col pubblico e strategie commerciali: dopo "Per qualche dollaro in piu'" il suo produttore Alberto Grimaldi procede con un'operazione inedita nel cinema italiano, un sondaggio demoscopico per capire se il western interessa ancora: l'80% degli intervistati risponde di si' e il budget di "Il buono il brutto il cattivo viene triplicato". Nasce soci' l'indagine demoscopica di mercato applicata al box office. Risultato: il secondo western dura 30 minuti piu' del primo, il terzo e' gia' di tre ore. "C'era una volta il west" dura un po' meno (salvo scoprire dieci anni dopo la morte di Leone una quarantina di minuti "scomparsi"). E forse l' ultimo progetto su Leningrado rimase vittima anche della sua ampiezza.
Castiglione della Pescaia: Novità in biblioteca per gli amanti del cinema: chi avesse perso alcuni film che hanno fatto la storia della settima arte, da oggi potrà facilmente rimediare.