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venerdì, 25 settembre 2009
Pasolini_pp''Io non posso vivere senza fare un film su Gesu' Cristo. La colpa e' vostra perche', quando sono venuto ad Assisi, mi avete messo in camera il libro dei Vangeli che ho letto avidamente''. Cosi' parlo' Pier Paolo Pasolini con Lucio Settimio Caruso, il volontario della Pro Civitate Christiana di Assisi che fu amico del regista e scrittore e fece da tramite tra lui e don Giovanni Rossi in occasione della preparazione e della realizzazione del film ''Il Vangelo secondo Matteo'' (1964). Pasolini lesse il Vangelo, per sua stessa ammissione, per la prima volta nel 1942, e la seconda durante un soggiorno ad Assisi nel 1962 e in quest'ultima occasione Pasolini ebbe l'idea di un film sul Vangelo. Nuovi particolari sulla gestazione della discussa pellicola su Gesu' arrivano da una ricerca, arricchita dalla testimonianza inedita di Caruso, condotta dal padre gesuita Virgilio Fantuzzi, autore dell'articolo ''Pasolini sulla via del Vangelo'', che appare sul nuovo fascicolo della rivista ''La Civilta' Cattolica''.
Il volontario della Pro Civitate Christiana di Assisi racconta cosa affermo' Pasolini quando si accingeva a girare: ''Ci disse che il suo film su Gesu' non avrebbe dovuto offendere la sensibilita' dei cattolici e per questo motivo aveva bisogno della nostra collaborazione. Disse cosi': 'Vi chiedo di aiutarmi perche', non essendo io credente, non mi capiti di offendere senza volerlo la fede di chi crede'''.

(www.adnkronos.com, 23/09/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 19:51 | Link | commenti
categoria:cinema, gesù, pier paolo pasolini
giovedì, 11 giugno 2009
Al via l'Estate di San Salvi con una tre giorni di Teatro e Cinema tutta dedicata a Pier Paolo Pasolini

Pasolini_ppFirenze, 10 giugno 2009 - Si comincia giovedì 11 giugno ore 21.30 con la nuova, attesissima produzione dei Chille intitolata "Pier Paolo Pasolini...Me ne vado" e largamente riferita allo strappo-sradicamento del poeta dal Friuli, evento di cui quest’anno cade il sessantesimo anniversario: è infatti del ’49 l’espulsione di Pasolini dalla sezione del Pci di Casarsa e dalla Scuola Media in cui insegnava italiano, dopo le accuse - presto rivelatesi infondate - di oltraggio al pudore. E dal Friuli, all’indomani dell’editto di scomunica ai comunisti, Pasolini si trasferì a Roma proprio nei giorni dell’Anno Santo (1950).

 “Pier Paolo Pasolini…Me ne vado” , che si replica anche venerdì 12 giugno (entrambe le repliche sono già esaurite!), ripercorre con parole, azioni, gesti, immagini, musiche, fiabe, gli anni dell’infanzia e della giovinezza del poeta a Casarsa e Sacile, le sue dolci ossessioni (il suono delle campane, le fontane, i filari di vite …) nel crescente manifestarsi di una vitalità prorompente e innocente: i giochi sulla Livenza, l’amore per il cinema, il Sogno di una cosa, gli incontri con la violinista Pina Kalz (che avvicinò il poeta alla musica di Bach) e con la scrittrice Silvana Mauri, le passeggiate in bicicletta, il far festa ovunque e comunque, l’esigenza di esser pedagogo. Lo spettacolo - che si conclude con una messa in spazio dell’ultima intervista che Pasolini rilasciò poche ora prima di essere ucciso all’allora giovane giornalista Furio Colombo e che venne intitolata “Siamo tutti in pericolo” - è accompagnato da “Appunti di scena”, mostra fotografica sul percorso laboratoriale, curata da Margherita Cesaretti, Costanza De Rogatis, Alessandro Pace e Barbel Reinhard – tutti allievi del fotografo Massimo Agus presso lo studio Marangoni.

Pierpaolo_Pasolini_2Sabato 13 giugno, con ingresso libero, sempre alle ore 21.30 "Notte Pasolini": una carrellata su alcune delle sue più singolari produzioni cinematografiche. Si potranno così ammirare il surreale "La ricotta" con Orson Welles, il poetico "Che cosa sono le nuvole" con Totò, Franco Franchi e una splendida canzone scritta e cantata da Domenico Modugno, e il film-documentario sulle abitudini sessuali degli italiani negli anni sessanta intitolato "Comizi d'amore". Completa la serata la proiezione di alcune scene del film-inchiesta su Pasolini "A futura memoria" del regista Ivo Barnabò Micheli.

(lanazione.ilsole24ore.com, 10/06/09)

postato da: corsaroazzurro alle ore 16:39 | Link | commenti
categoria:cinema, teatro, pier paolo pasolini
giovedì, 14 maggio 2009

La Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e Assessorato alle Politiche del Lavoro e della Formazione, in collaborazione con Rosetta Film presentano in PRIMA NAZIONALE i docu-film di Roberta Torre.

La notte quando è morto Pasolini: un’intervista esclusiva a Pino Pelosi, risultato di un lungo e duro lavoro della regista con l’unico indagato per l’omicidio di Pasolini. Il 2 novembre 1975 in un piazzale sterrato dell’Idroscalo di Roma viene ucciso PierPaolo Pasolini, scrittore, regista, poeta. Il 26 aprile 1976 nel processo di primo grado Pino Pelosi viene condannato come unico esecutore dell’omicidio Pasolini. Oggi Pino Pelosi indica i fratelli Franco e Giuseppe Borsellino come autori del delitto. Oltre le molteplici verità di Pino Pelosi tante sono ancora le ombre che restano su uno degli episodi più oscuri e dolorosi della storia italiana. Questo è il racconto di quanto è accaduto quella notte all’Idroscalo dalla voce di chi per ultimo ha visto vivo Pier Paolo Pasolini .

Itiburtinoterzo: un film documentario sulla periferia di Roma: interviste ai “ragazzi di vita” di oggi. Tiburtino III è un noto quartiere popolare di Roma, una “riserva indiana” dove vivono ragazzi cresciuti con il mito della bella vita fatta di soldi facili, cocaina a fiumi e notti passate sul G.R.A. a guidare senza meta. Nello sfondo Roma e le sue tante strade, il suo presente e futuro carico di aspettative, come se fosse un miraggio lontano. È un mondo dove il futuro è il tempo che non si sa se verrà mai e dove solo il presente vale qui e ora. In questa corsa verso l’ignoto i “nostri” ragazzi di vita si raccontano, ridono, piangono, aspettano, pensano ai sogni che avevano da ragazzini e alle aspettative che hanno oggi, alle rapine, alle donne, alle partite di pallone che facevano solo uno o due anni prima. Ora la galera è una delle possibilità sicure, l’altra non si sa nemmeno se esista. Questi ragazzi di vita alle soglie del terzo millennio hanno forse fin troppo in comune con quelli di Pierpaolo Pasolini.

I due documentari sono nati come “materiale di lavoro” per uno spettacolo teatrale, K, Atti Relativi (nome della sigla del fascicolo giudiziario del caso Pasolini), prodotto da Accademia Perduta, per la regia di Roberta Torre. Lo spettacolo debutterà nel giugno del 2010. Benchè in origine fossero materiali di lavoro, alla fine, quasi “mossi” da una forza altra, hanno acquisito una loro autonomia, una vita propria, una forma compiuta.

Programma Serata:

Pierpaolo_Pasolini_2Come sosteneva Pasolini la periferia è l’inferno popolato dai «senza speranza», dove gli istinti elementari, fame, sesso e denaro, sempre insoddisfatti, comandano. Alle soglie del terzo millennio i ragazzi del Tiburtino III e di molte periferie romane vivono in una sorta di “città di sotto”, in un universo di miti, riferimenti valoriali, stili di vita che la “città ufficiale” e la politica spesso non riescono ad interpretare. A partire dai due documentari prodotti da Rosettafilm e Accademia Perduta l’obiettivo è quello di dar vita ad un evento che sarà occasione per un confronto e una riflessione sui temi della periferia e della questione giovanile. A partire dai due documentari di grande forza visiva e di straordinaria potenza si provera’ a fare un quadro della contemporaneità e della condizione giovanile dentro e fuori le periferie, intese come periferie del mondo e periferie dell’Anima.

Ospiti della serata:

Roberta Torre, regista e produttrice Rosetta film

Massimiliano Smeriglio -Ass. alle Politiche del lavoro e della formazione della Provincia di Roma

Cecilia D’Elia –Ass. alla Cultura della Provincia di Roma

Gianluca Peciola - Consigliere della Provincia di Roma

Don Roberto Sardelli - I.P.P. sezione Giovani

Ruggero Sintoni, produttore Accademia Perduta

2 ragazzi di Tiburtinoterzo

Modera:

Concita De Gregorio, direttore de L’Unità

postato da: corsaroazzurro alle ore 21:14 | Link | commenti
categoria:cinema, roma, neorealismo, pier paolo pasolini
lunedì, 27 aprile 2009
pasoliniMa Pasolini ha vissuto più nel sacro o nel profano? La domanda se l’è posta la giornalista Marzia Apice. Che si è data risposta in un libro, appena sfornato dalla casa editrice Bibliopolis. Se siete tra quelli che provano un certo frizzicore nel riesumare pellicole del calibro de “La Ricotta”, “Il Vangelo Secondo Matteo”, “Teorema”, “Edipo Re” e “Che cosa sono le nuvole?”, segnatevi in agenda l’incontro: con ingresso libero.

Perché di questo si parlerà giovedì 7 maggio nella sala Kodak della Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni 1 (ore 18). Ci saranno Roberto Faenza, Fabio Ferzetti, Carlo Lizzani e Giuseppe Piccioni a presentare il libro “Le visioni di Pasolini" Immagini di una profezia” che s’è posto un obiettivo, raggiunto. Dato per ingrediente base il quadro generale sulla figura del celebre regista friulano, il segreto della gustosa ricetta è nell’aver indagato nella poetica autoriale di Pasolini. A questo punto un’altra domanda sorge spontanea: ma Pier Paolo Pasolini, ha subìto l’influenza della cultura classica?

In attesa di trovar risposta, il libro rende omaggio alla grande capacità profetica di Pasolini che, con la sua attività di saggista, poeta e regista ha compreso con lucida intuizione, quando ancora era impensabile immaginarle, le future trasformazioni sociali, culturali e politiche della società. “Ho detto che faccio il cinema per vivere secondo la mia filosofia – scriveva un Pasolini costantemente in rivolta – cioè la voglia di vivere fisicamente sempre al livello della realtà, senza l’interruzione magico-simbolica dei segni linguistici”.

(www.06blog.it, 26/04/09)

postato da: corsaroazzurro alle ore 17:43 | Link | commenti
categoria:italia, libri, cinema, roma, neorealismo, pier paolo pasolini, marcello mastroianni, alberto sordi
venerdì, 03 aprile 2009
masina_fotoWEB

La Municipalità di Venezia - Murano - Burano con il Gruppo Vixen della Giudecca organizzano ogni martedì al CZ Zitelle Giudecca rassegne cinematografiche a tema.
Dopo Stefania Sandrelli con "Io la conoscevo bene" e Anna Magnani con "Mamma Roma", Martedì 7 aprile alle ore 21 terzo appuntamento: serata dedicata a Giuletta Masina con il film "Le notti di Cabiria", regia di Federico Fellini.
Cabiria è una giovane donna arrivata a fare il mestiere più antico del mondo per sopravvivere alla miseria. Disegnata da Fellini come una gracile donnina con una pelliccetta spelacchiata, ingenua e spontanea, può essere definita quasi una maschera della commedia dell'arte ; al fianco della protagonista Amedeo Nazzari.
Film drammatico del 1957 e presentato a Cannes nello stesso anno, vede premiata la Masina come miglior interprete; nel 1958 vince l'oscar come miglior film straniero ed ottiene inoltre, 2 David di Donatello e 4 nastri d'argento.
Martedì 14 aprile alle ore 21 ultimo appuntamento della rassegna, sarà dedicato a Franca Valeri con il film "Il segno di Venere".

Ingresso gratuito 

E' facilissimo arrivare:
da Piazzale Roma - Ferrovia linee 4 e 41
da San Zaccaria linee 2 e 42 fermata Zitelle

 

(www.comune.venezia.it, 03/04/09)

giovedì, 26 marzo 2009
Pierpaolo_Pasolini_2Caserta – Nell'anniversario/ricorrenza della nascita di Pier Paolo Pisolini (Bologna, 5 marzo 1922), l'associazione Macchina da Presa, con il contributo di Officina Teatro, propone un ciclo di due incontri:
25 Marzo – proiezione del film – documentario "La Voce di Pasolini" a cura di Vincenzo Cerami e Mario Sesti (Italia 2006)
I testi del poeta, regista e scrittore, letti da Toni Servillo e accompagnati da immagini inedite d'archivio, ricostruiscono una sorprendente storia d'Italia dal dopoguerra agli anni '70: l'amore per il popolo, l'odio per la borghesia, il difficile rapporto con la contestazione giovanile. Ma la voce di Pasolini, nel film, non racconta solo idee, ossessioni, folgoranti notazioni su società e individui, ma anche una storia che non è mai diventata un film e sulla quale Pasolini stava già lavorando al momento della morte: Porno Theo Kolossal. È una storia che non vide mai la luce, i cui protagonisti dovevano essere Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli, e che viene evocata da disegni e animazione e soprattutto dalla vera voce di Pasolini. Il film, infatti, utilizza una registrazione di Pasolini che detta il soggetto e la narrazione del film, conservata per tutti questi anni da alcuni suoi collaboratori dell'epoca e ritrovata dagli autori. Ridare di nuovo voce a Pasolini: una voce così emotiva, lirica, polemica, carica di amore e di sdegno, la voce di un autore che a trent'anni dalla sua scomparsa, nessuno può ancora permettersi di archiviare o dimenticare. Il film è anche una ideale introduzione all'opera, al pensiero, alle idee e all'arte di Pasolini per chi non lo ha mai conosciuto, e alterna i suoi testi alle immagini di un Paese che, dagli anni '40 fino alla sua morte, ha sempre disperatamente amato o detestato.
1 Aprile – a cura di "Officina Teatro" reading di poesie di P.P. Pasolini
A seguire proiezione del 4° episodio del film "RoGoPaG" scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini: "La ricotta" (Italia 1963).
Un altro film (dopo Accattone e Mamma Roma) fuori dagli schemi di una rappresentazione tradizionale e di una iconografia asservita, nel quale il fine primo dell'autore è quello di trasmettere messaggi politico-sociali. L'attenzione agli strati più umili ed emarginati della società è però condita con elementi frutto della ricchezza culturale di Pasolini, dalle citazioni figurative (Pontormo) alle musiche di Verdi.
A seguire dibattito sul tema della libertà di espressone poetica ed artistica. Per questa pellicola, infatti, l'autore venne denunciato e processato per il reato di vilipendio alla religione. Condannato dal Tribunale venne poi assolto in appello. La Cassazione annullò la sentenza, ma dovette assolvere il poeta per intervenuta amnistia.

(www.casertanews.it, 23/03/09)

postato da: corsaroazzurro alle ore 00:32 | Link | commenti
categoria:italia, cinema, roma, teatro, neorealismo, pier paolo pasolini
martedì, 15 aprile 2008
Il dopoguerra italiano in celluloide
La Memoria Visibile: alla Spezia una rassegna di film sui 60 anni della Costituzione. Opere di Natale, Rossellini e Risi. Il 16, 18 e 22 aprile

Una rassegna cinematografica per riflettere sulla Costituzione Italiana, di cui quest'anno ricorre il sessantesimo anniversario: questo è La memoria visibile, una serie di tre incontri durante i quali registi, critici e studiosi del cinema raccontano le vicende legate alla nascita della Carta Costituzionale e dell'Italia del dopoguerra viste attraverso i film.

L'iniziativa - organizzata dal Comune della Spezia, dall'Istituzione per i Servizi Culturali, dall'Istituto spezzino per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea, dal Comitato per la Memoria e dal Cinema Il Nuovo - si svolge mercoledì 16, venerdì 18 e martedì 22 aprile 2008 al Cinema Il Nuovo (via Colombo 99): le proiezioni, ad ingresso gratuito, sono programmate alle ore 10.00 (per le scuole: info 0187 513295) e alle ore 21.00.


Di seguito il programma completo:

Mercoledì 16 aprile

Prigionieri del Golfo alla Spezia di Roberto Natale (documentario, 15').
La pellicola del 1947 diretta dal regista spezzino ricorda lo sminamento del Golfo della Spezia e il recupero della navi affondate operato nell'immediato dopoguerra dai palombari civili spezzini in collaborazione con la Marina Militare, regalando al pubblico uno spaccato della città inedito e di sicuro effetto.

Roma città aperta di Roberto Rossellini (drammatico, 100')
Il film del 1945 torna alla Spezia sul grande schermo nella copia restaurata dalla Cineteca Nazionale di Roma. Girato con scarsi mezzi all'indomani della Liberazione, è considerato uno dei capolavori del Neorealismo e di tutto il cinema italiano, diventato nel corso degli anni documento della memoria di un popolo.
Primo della cosiddetta "Trilogia della guerra", poi proseguita con Paisà e Germania anno zero, fu premiato con la Palma d'Oro al Festival di Cannes e con il Nastro d'Argento quale "miglior regia" e "miglior sceneggiatura" 1946. Anna Magnani, della quale nel 2008 ricorre il centenario dalla nascita, nella pellicola nei panni di Pina, si meritò quello di "miglior interprete femminile".
Il film si ispira alla storia vera di don Luigi Morosini, torturato e ucciso dai nazisti perché colluso con la Resistenza.

Introducono le proiezioni Marco Ferrari, Presidente dell'Istituzione per i Servizi Culturali, Roberto Natale, regista e sceneggiatore, Lorenzo Vincenzi, Direttore scientifico dell'Istituto Storico per la Resistenza, e Aldo Viganò, critico cinematografico.


Venerdì 18 aprile 2008

Una vita difficile di Dino Risi (drammatico, 118')
Gli anni Sessanta e il boom economico, visto causa principale dell'allontanamento dagli ideali affermati pochi anni prima nella Costituzione.
Il film del 1961, diretto dal più spietato e asciutto analista del costume nostrano, riporta sul grande schermo il personaggio di Silvio Magnozzi. Il suo percorso, dagli anni della Resistenza a quelli del boom, è narrato esemplarmente per merito pure dell'eccelso lavoro di scrittura di Sonego: rivisto dopo quattro decenni, il film risulta ancora teso, graffiante, vigoroso nell'espressione del malessere e dell'isolamento del protagonista, esaltato dalla bravura e dall'estro di Alberto Sordi.

Introducono la pellicola saranno Ariodante Petacco, critico cinematografico, e Fabio Carlini, saggista e sceneggiatore.


Martedì 22 aprile

In nome del popolo italiano
di Dino Risi (drammatico, 103')
La pellicola del 1971 ha come protagonisti Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. Il primo, giudice integerrimo e moralista, sospetta un industriale fascistoide, brillante e senza scrupoli (Gassman) della morte di una giovane dedita agli stupefacenti. Un diario gli rivela l'innocenza dell'incriminato, ma egli distrugge la prova e rinvia a giudizio il sospettato.
Sceneggiato con acre moralismo da Age & Scarpelli e diretto da Risi con graffiante immediatezza, il film è una delle più pungenti commedie italiane degli anni Settanta.

Partecipano alla proiezione i critici cinematografici Giordano Giannini e Piero Pruzzo.


(www.mentelocale.it, 14 aprile 2008)

postato da: corsaroazzurro alle ore 19:33 | Link | commenti
categoria:cinema, neorealismo, pier paolo pasolini, roberto rossellini, dino risi, anna magnani
mercoledì, 19 marzo 2008

"Tutto il mio folle amore": canzoni e poesie di Pier Paolo Pasolini
Venezia, Palazzo Soranzo-Cappello, giovedì 27 marzo


"Tutto il mio folle amore" è un omaggio a Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi e discussi intellettuali italiani, considerato la vera coscienza critica del nostro Paese nel secondo Dopoguerra.

L'evento si terrà giovedì 27 marzo, alle ore 19.00, a Palazzo Soranzo-Cappello, nell'ambito delle iniziative per la X Settimana della Cultura, ed è promosso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto Orientale (Venezia), in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Giovanili e Pace e l'Osservatorio LGBT del Comune di Venezia e con il contributo di Decora snc di Mansuè (TV).

Quello che andrà in scena sarà un recital raffinato ed emozionante, con le canzoni di Grazia De Marchi, accompagnata al pianoforte da Giannantonio Mutto e alla voce recitante di Roberto Nardin. Il concerto sarà preceduto da un'introduzione storico-critica di Enrico de Angeli, responsabile artistico del Club Tenco di Sanremo. Gli artisti presenteranno tutti testi scritti da Pasolini, alcuni destinati dal poeta stesso ad essere cantati, altri musicati successivamente da vari compositori.

C'è forse vita sulla terra? e I ragazzi giù nel campo sono stati adattati da Pier Paolo Pasolini e Dacia Maraini alle musiche composte da Manos Hadjidakis per il film del 1974 "Sweet Movie" di Dusan Makavejev. Notturno è tratto da "L'usignolo della chiesa cattolica" (1958) , musicato da Ettore De Carolis e inciso nel gennaio 1968. Cosa sono le nuvole? è probabilmente la canzone più famosa di Pasolini: il testo, ispirato all'Otello di Shakespeare, fu musicato e cantato da Domenico Modugno per l'episodio girato dal regista friulano nel film "Capriccio all'italiana", del 1968.
Macrì Teresa detta Pazzia, Valzer della toppa e Cristo al Mandrione (musicate le prime due da Piero Umiliani, la terza da Piero Piccioni) sono tre canzoni che Pasolini scrisse per i recital di Laura Betti dal titolo "Giro a vuoto", diretti da Filippo Crivelli, che debuttarono nel 1960. Sempre per Laura Betti è Ballata del suicidio, su musica di Giovanni Fusco.
Musiche di Sergio Endrigo invece per Il soldato di Napoleone, i cui protagonisti, Susanna e Vincenzo, sono adombrati fantasticamente dalla bisnonna della madre di Pasolini, ebrea polacca, e dall'antenato friulano, soldato di Napoleone, che la sposò e la portò in Friuli. Endrigo utilizzò la prima parte della poesia (anche questa proveniente da "La meglio gioventù") nella versione italiana che Pasolini stesso aveva annotato.
Infine, Lied, una poesia in friulano tratta sempre da "La meglio gioventù" (1954) e messa in musica da Giovanna Marini, assieme ad altre dieci poesie di Pasolini, per un disco registrato nel 1984. La cantautrice, inoltre, ha dedicato al poeta una delle sue più belle composizioni: Lamento per morte di Pasolini, che verrà presentata alla fine del concerto.


"Tutto il mio folle amore" avrà luogo nel salone al piano terra di Palazzo Soranzo-Cappello in Rio Marin, S.Croce 770, Venezia.

L' ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti.

Per informazioni, tel: 041.2574005 / 2574032.


(www.comune.venezia.it, 19 marzo 2008)

 

postato da: corsaroazzurro alle ore 07:36 | Link | commenti
categoria:poesia, cinema, venezia, canzone, pier paolo pasolini