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sabato, 22 agosto 2009
Il prossimo lunedì sera presso il Cinema Teatro Gassman di Borgio Verezzi prende il via la 20^ Rassegna Cinematografica di Borgio Verezzi quest’anno dedicata a NINO MANFREDI, con la proiezione serale di sette pellicole d’epoca interpretate dall’attore.
La Rassegna è organizzata dal Comune di Borgio Verezzi con il sostegno della Provincia di Savona.
La scelta artistica per il 2009 è caduta sull’attore scomparso nel 2004, indimenticato e ancora molto amato dal pubblico per le sue straordinarie interpretazioni: attore, regista e sceneggiatore italiano, Insieme con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman costituì una delle colonne portanti della “commedia all’italiana.”
In linea con la consolidata tradizione della rassegna che vuole come protagonista un attore del cinema italiano che abbia lavorato anche in teatro, la scelta di Manfredi va ben oltre il binomio e offre al pubblico uno dei maggiori interpreti della cinematografia italiana che si è confrontato (sempre ad altissimi livelli) con tutti gli svariati linguaggi dello spettacolo: dal cinema alla prosa e al musical, dal doppiaggio alla radio, dalla televisione alla canzone.

Ecco nel dettaglio il programma delle proiezioni (ore 21,15 - ingresso libero):

Lunedì 24 agosto
Per grazia ricevuta (1971) di Nino Manfredi
Con Mariangela Melato, Delia Boccardo, Lionel Stander, Nino ManfrediMartedì 25 agosto
Venezia, la luna e tu (1958) di Dino Risi
Con Nino Manfredi, Alberto Sordi, Riccardo Garrone, Marisa Allasio,continua»
Ingebor Schoener, Anna Campori, Giuliano Gemma, Mimmo Poli

Mercoledì 26 agosto
A cavallo della tigre (1961) di Luigi Comencini
Con Nino Manfredi, Mario Adorf, Valeria Moriconi, Gian Maria Volonté, continua»
Raymond Bussières, Franco Giacobini

Giovedì 27 agosto
Io, io, io … e gli altri (1965) di Alessandro Blasetti
Con Nino Manfredi, Vittorio De Sica, Walter Chiari, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, continua»
Vittorio Caprioli, Mario Pisu, Elisa Cegani, Silvana Mangano, Marisa Merlini, Franca Valeri

Venerdì 28 agosto
Io la conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli
Con Nino Manfredi, Mario Adorf, Enrico Maria Salerno, Ugo Tognazzi, Stefania Sandrelli
«continua
Jean-Claude Brialy, Joachim Tuchsberger, Franco Fabrizi, Barbara Nelli, Franca Polesello, Sandro Dori, Solvi Stubing, Franco Nero, Robert Mark, Turi Ferro, Karin Dor, Claudio Volonté, Véronique Vendell, Joachim Fuchsberger, Franco Bracardi, Claudio Camaso, Cesarino Miceli Picardi, Renato Terra, Robert Hoffmann

Sabato 29 agosto
Pane e cioccolata (1974) di Franco Brusati
Con Nino Manfredi, Paolo Turco, Gianfranco Barra, Tano Cimarosacontinua», Ugo D’Alessio, Johnny Dorelli, Umberto Raho, Giorgio Cerioni, Anna Karina

Domenica 30 agosto
Brutti, sporchi e cattivi (1975) di Ettore Scola
Con Nino Manfredi, Marcella Michelangeli, Marcella Battisti, Francesco Crescimone, Silvia Ferluga, Zoe Incrocci, Adriana Russo
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Tutte le pellicole sono state concesse dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale di Roma che da ormai molti anni collabora con il nostro Comune per la realizzazione della Rassegna cinematografica estiva.
Il prof. Claudio Bertieri ha curato anche la pubblicazione del Catalogo della rassegna, con biografia critica dell’attore, filmografia, introduzione e una breve scheda per ogni film proiettato: il volume sarà distribuito gratuitamente al pubblico durante la Rassegna.

A proposito della Rassegna….

La Rassegna Cinematografica di Borgio Verezzi, nata nel 1984 e giunta nel 2008 alla sua 19^ edizione, ogni estate offre al pubblico una retrospettiva monografica dedicata a singoli attori cinematografici del panorama artistico italiano degli anni Quaranta/Settanta, proponendo una serie di proiezioni di pellicole scelte all’interno della carriera cinematografica del protagonista (a volte inserendo titoli rari e poco noti al grande pubblico) capaci di mostrare uno spaccato della società e cultura italiane dell’epoca.
L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la cultura cinematografica italiana con particolare riferimento al cinema del secondo dopoguerra: in questo senso la Rassegna borgese rappresenta un “unicum” sul territorio provinciale.
Negli ultimi anni i protagonisti delle rassegne sono stati: Alida Valli, Gino Cervi, Amedeo Nazzari, Vittorio Gassman, Totò, Marcello Mastroianni, Anna Magnani, Ugo Tognazzi, i tre fratelli De Filippo, Aldo Fabrizi, Raf Vallone. Le ultime edizioni della rassegna hanno registrato un notevole aumento di interesse da parte del pubblico di ogni età e provenienza (residenti e turisti), riscuotendo grande successo di presenze (nell’edizione 2008 sono stati più di 2100 gli spettatori della rassegna) e una buona eco sui media locali e nazionali.


(www.ilponente.com, 21/08/09)
lunedì, 07 aprile 2008
Un anno fa l'addio di Luigi Comencini, padre della commedia all'italiana
Per ricordarlo, ripropongo questo articolo di un anno fa e un piccolo filmato, che ci farà tornare (con un pizzico di emozione credo) un pò indietro con gli anni.
UN PERSONALE GRAZIE A QUESTO GRANDE DEL CINEMA, INDIMENTICATO MAESTRO!

Si è spento a Roma, aveva 90 anni. Creò, insieme a Lattuada e Ferrari, la Cineteca Italiana
Moltissimi i suoi successi, dalla serie Pane, amore e... al celebre Pinocchio televisivo

ROMA - E' morto il regista Luigi Comencini, all'età di 90 anni. Lo ha annunciato la famiglia, "dopo una lunga malattia sopportata con grande coraggio e discrezione".

La camera ardente verrà allestita domani alla Casa del cinema a Porta Pinciana, a Roma. Successivamente si terranno i funerali, alle 14 nella chiesa valdese di piazza Cavour.

Comencini, nato a Salò l'8 giugno 1916, è stato uno dei padri della commedia all'italiana, insieme a Risi, Monicelli e Scola. E di quello che è stato definito il neorealismo rosa. Ha diretto i più importanti attori italiani, come Vittorio de Sica e Gina Lollobrigida in Pane, amore e fantasia, del 1953, ma anche Sordi, Manfredi, Mastroianni, Tognazzi.

Aveva cominciato, nel 1946, con Bambini in città e ha idealmente chiuso la carriera col remake di Marcellino pane e vino (1991) che cercava di restituire il piccolo santo cattolico a una dimensione laica e non lacrimosa. L'etichetta di "regista dei bambini" gli rimase sempre addosso, attraverso quasi tutte le fasi della sua carriera, da Proibito rubare (1948), La finestra sul Luna Park (1957), Incompreso (1967), Le avventure di PinocchioVoltati Eugenio (1980), fino al Cuore per la tv
(1972),
del 1986.
L'alternativa, per questo raffinato intellettuale lombardo, consisteva nel vedersi descritto come il campione di un cinema popolare che traduceva l'eredità del neorealismo in chiave ironica e addolcita con trionfi quali Pane amore e fantasia (1953, con il naturale seguito l'anno dopo) e commedie graffianti fra cui eccellono Tutti a casa (1960), lo sfortunato Senza sapere niente di lei (1969) e l'elegante La donna della domenica (1975).

La sua biografia artistica però è ben più complessa. Laureato in architettura, amico di Alberto Lattuada, fece parte con quest'ultimo della rivista Corrente, fondata nel 1938 da Ernesto Treccani. La sua passione per il cinema risale a quegli anni e il corpo dei suoi scritti come critico si arricchì, nell'immediato dopoguerra, delle ficcanti recensioni scritte per L'avanti e per il settimanale Il Tempo.

Intanto, aveva collaborato con suo fratello, Lattuada e Mario Ferrari per dar vita alla Cineteca Italiana di Milano, il primo archivio del nostro paese. Si trovò dietro la macchina da presa quasi per caso, alle prese con un documentario sull'infanzia delle borgate. "Non è che i bambini mi piacciano in modo speciale - spiegò molti anni dopo - E' che sono una specie a parte, generalmente indifesa e oppressa dagli adulti. Attraverso i loro occhi il mondo si vede meglio e nelle loro rabbie, gioie, anche egoismi, trovo spesso molta più schiettezza che negli adulti". Parole che sono un intento di poetica per la sua opera, tutta dedicata agli indifesi, agli sconfitti, alle donne, ai bambini appunto.
Arrivato a Roma, gli toccò in sorte l'adattamento alla napoletana di un successo americano come La città dei ragazzi.

Il suo talento si ritrova pienamente espresso nei due successivi melodrammi Persiane chiuse e La tratta delle bianche, a lungo osteggiati dalla critica ideologica dell'epoca. E fu questo ostracismo diffuso a spingerlo sulla via del buon cinema di consumo con la serie Pane, amore... seguita dalla Bella di Roma

"Io non sono un artista - ribatteva con forza a chi lo criticava - mi considero un buon artigiano e non è detto che il mio cinema non raggiunga per questo l'artisticità del risultato". Solo negli anni '70 la critica gli avrebbe reso merito, facilitata anche dal grande successo ottenuto in Francia e dalla rivalutazione della commedia all'italiana che con il suo Tutti a casa segna uno dei suoi momenti più alti. Lavoratore instancabile, burbero all'apparenza, curioso come i suoi occhi sempre in movimento dimostravano bene, ha vissuto da patriarca illuminato in una famiglia tutta di donne, favorendone con l'esempio l'inserimento in quel mondo del cinema che non aveva mai mitizzato. Negli ultimi anni della sua carriera ha tenuto a battesimo gli esordi nella regia delle figlie Francesca e Cristina.


(www.repubblica.it, 6 aprile 2007)

postato da: corsaroazzurro alle ore 22:22 | Link | commenti (1)
categoria:cinema, roma, commedia, neorealismo, nino manfredi, vittorio de sica, luigi comencini