''Io non posso vivere senza fare un film su Gesu' Cristo. La colpa e' vostra perche', quando sono venuto ad Assisi, mi avete messo in camera il libro dei Vangeli che ho letto avidamente''. Cosi' parlo' Pier Paolo Pasolini con Lucio Settimio Caruso, il volontario della Pro Civitate Christiana di Assisi che fu amico del regista e scrittore e fece da tramite tra lui e don Giovanni Rossi in occasione della preparazione e della realizzazione del film ''Il Vangelo secondo Matteo'' (1964). Pasolini lesse il Vangelo, per sua stessa ammissione, per la prima volta nel 1942, e la seconda durante un soggiorno ad Assisi nel 1962 e in quest'ultima occasione Pasolini ebbe l'idea di un film sul Vangelo. Nuovi particolari sulla gestazione della discussa pellicola su Gesu' arrivano da una ricerca, arricchita dalla testimonianza inedita di Caruso, condotta dal padre gesuita Virgilio Fantuzzi, autore dell'articolo ''Pasolini sulla via del Vangelo'', che appare sul nuovo fascicolo della rivista ''La Civilta' Cattolica''.Il volontario della Pro Civitate Christiana di Assisi racconta cosa affermo' Pasolini quando si accingeva a girare: ''Ci disse che il suo film su Gesu' non avrebbe dovuto offendere la sensibilita' dei cattolici e per questo motivo aveva bisogno della nostra collaborazione. Disse cosi': 'Vi chiedo di aiutarmi perche', non essendo io credente, non mi capiti di offendere senza volerlo la fede di chi crede'''.
(www.adnkronos.com, 23/09/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 19:51 | Link | commenti
categoria:cinema, gesù, pier paolo pasolini
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