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Quale regista ha saputo "raccontare" meglio Anna Magnani?
Mario Bonnard (CAMPO DE' FIORI)
Mario Camerini (MOLTI SOGNI PER LE STRADE, SUOR LETIZIA)
Renato Castellani (NELLA CITTA' L'INFERNO)
George Cukor (SELVAGGIO E' IL VENTO)
Vittorio De sica (TERESA VENERDI')
Federico Fellini (ROMA)
Alfredo Giannetti (1943: UN INCONTRO, LA SCIANTOSA, L'AUTOMOBILE, CORREVA L'ANNO DI GRAZIA 1870)
Nanni Loy (MADE IN ITALY)
Sidney Lumet (PELLE DI SERPENTE)
Daniel Mann (LA ROSA TATUATA)
Mario Mattoli (ASSUNTA SPINA)
Mario Monicelli (RISATE DI GIOIA)
PierPaolo Pasolini (MAMMA ROMA)
Jean Renoir (LA CARROZZA D'ORO)
Gennaro Righelli (ABBASSO LA MISERIA, ABBASSO LA RICCHEZZA)
Roberto Rossellini (ROMA CITTA' APERTA, L'AMORE)
Luchino Visconti (BELLISSIMA, SIAMO DONNE)
Luigi Zampa (L'ONOREVOLE ANGELINA)
  
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mercoledì, 12 agosto 2009
Anna_Magnani_in_Mamma_Roma_1962Houston - Il Museum of Fine Arts di Houston presenta ‘Signore & Signore', una speciale rassegna cinematografica dedicata alle dive del cinema italiano, giunta quest'anno alla quarta edizione. Saranno proiettate 14 pellicole con performance di attrici del calibro di Anna Magnani (Roma città aperta, 1945 di Roberto Rossellini), Gina Lollobrigida (Pane, amore e fantasia, 1953 di Luigi Comencini), Tina Pica (La nonna Sabella, 1957 di Dino Risi), Sofia Loren (La Ciociara, 1960 di Vittorio De Sica), Claudia Cardinale (Il Gattopardo, 1963 di Luchino Visconti), Giulietta Masina (Giulietta degli spiriti, 1965 di Federico Fellini) e molte altre.

"Attrici come Gina Lollobrigida, Sophia Loren e Anna Magnani - si legge nel sito del Museum of Fine Arts di Houston - con i loro corpi mozzafiato e le loro maniere dirette hanno contribuito alla rappresentazione della sensualità nel cinema del dopoguerra, definendo un'immagine di femminilità tanto appassionata emotivamente quanto rigogliosa fisicamente".

Prima di approdare a Houston, la rassegna viene presentata presso prestigiose istituzioni nordamericane quali Gene Siskel Film Center, Chicago; AFI Silver Cinema, Maryland; Vancouver Cinemathèque e Cinemathèque Ontario, Toronto. L'evento è organizzato dal Museum of Fine Arts in collaborazione con il MAE, Cinecittà Luce, il Consolato Generale d'Italia a Houston e l'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.

 

(www.newsitaliapress.it, 11/08/09)

mercoledì, 08 luglio 2009
leadingladiesToronto - Approda in Canada la retrospettiva dedicata alle attrici che hanno fatto grande il cinema italiano del dopoguerra. Dal 10 luglio al 21 agosto Signore and Signore: leading ladies of the italian cinema sarà a Toronto dopo aver raccolto le lodi della critica in Europa e negli Stati Uniti. La rassegna, che comprende una notevole varietà di stili, sarà inaugurata da Sophia Loren con la sua intensa interpretazione di Cesira nel film diretto da Vittorio De Sica La Ciociara (1960), dove la Loren è una giovane vedova che fugge dai bombardamenti alleati di Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra le altre dive nostrane figura anche Claudia Cardinale sia come sensuale cantante di un nightblub sedotta e abbandonata da un facoltoso playboy ne La ragazza con la valigia (1960) di Valerio Zurlini, che come personaggio barocco ed incestuoso nel film Vaghe stelle dell'Orsa (1965) di Luchino Visconti. Giulietta Masina compare in ben tre ruoli, sempre al fianco dell'amato marito e regista Federico Fellini: come Cabiria, una giovane ed ingenua prostituta romana messa in ridicolo da un gruppo di donne di strada, preti e attrici cinematografiche nel film Le notti di Cabiria (1957); come la trovatella Gelsomina, venduta dalla madre per un piatto di pasta ad un artista circense in un altro capolavoro di Fellini, La Strada (1954); e come sola e vulnerabile casalinga nella sua villa fuori Roma nella stravagante prospettiva di Giulietta degli spiriti (1965).

Ed ancora tra le protagoniste della retrospettiva, Anna Magnani nelle vesti di Pina, una generosa vedova in attesa il cui compagno offre rifugio a un leader della Resistenza in fuga dalla Gestapo nel film di Roberto Rossellini Roma città aperta (1945). Monica Vitti, che offrendo una meravigliosa parodia delle eroine ritratte da Antonioni, appare come fioraia che si ritrova nel bel mezzo del triangolo della classe lavoratrice nel film di Ettore Scola  Dramma della gelosia (1970); ed infine Stefania Sandrelli come Adriana, l'ingenua bella ragazza che mira a trasferirsi dal suo piccolo villaggio a Roma per diventare una star in La conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli, un ironico e a tratti amaro ritratto di una donna alle prese con la modernità.

BE063672Senza dimenticare altre grandi attrici come Silvana Mangano in Teorema (1968) di Pier Paolo Pasolini, la divertente Mariangela Melato diretta da Lina Wertmuller in Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Sylvia Koschina ne La nonna Sabella (1957) di Dino Risi, che guiderà anche Franca Valeri ne Il vedovo (1959), Alida Valli in Piccolo mondo antico (1941) diretto da Mario Soldati, Lucia Bosè in Muerte de un ciclista 1955) di Juan Antonio Bardem, Sandra Milo in Vanina Vanini (1961) di Roberto Rossellini, per finire con Gina Lollobrigida nella commedia dolce-amara di Luigi Comencini Pane, amore e fantasia (1953).

Le proiezioni della rassegna, promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di Toronto e dalla Cinematheque Ontario, in collaborazione con Cinecittà Holding e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si svolgeranno presso la Jackman Hall Art Gallery of Ontario.

(www.newsitaliapress.it, 08/07/09)

Scena iniziale del celebre film di Dino Risi del 1955. Protagoniste tre prime donne del cinema italiano: Sophia Loren, Franca Valeri e Tina Pica.

domenica, 17 maggio 2009
200px-Pietro_GermiLa proiezione alle 20 nella Sala Buñuel e per la sezione Cannes Classics
Diretto da Claudio Bondi, stasera l'anteprima mondiale del docu-film che ripercorre le tappe fondamentali dell'esperienza cinematografica del regista di 'Divorzio all'italiana'.


'Pietro Germi. Il Bravo Il Bello Il Cattivo', per la regia di Claudio Bondi', da un'idea di Manuela Tempesta, approda oggi al 62° Festival di Cannes il 17 maggio alle ore 20 presso la Sala Buñuel, in anteprima mondiale nella sezione Cannes Classics.
'Pietro Germi: il Bravo il Bello il Cattivo' racconta, per la prima volta, il cinema di Pietro Germi (nella foto)

Il documentario ripercorre e propone, in una selezione molto ampia, alcune delle tappe più significative della sua cinematografia, grazie alle testimonianze dei familiari, Marialinda Germi, Francesco Pietro Germi, Olga d'Ajello. Ma di attori come Lando Buzzanca, Claudia Cardinale, Stefania Casini, Virna Lisi, Gianni Morandi, Edoardo Nevola, Stefania Sandrelli, Elena Varzi. Dei colleghi registi Pupi Avati e Carlo Lizzani e degli storici Adriano Aprà, Mario Sesti e Marco Vanelli. E naturalmente attraverso le parole dei collaboratori più stretti di Germi. Insomma, un ritratto che in sessanta minuti svela il cinema del grande regista.

Nel documentario sono presenti, per gentile concessione di Marialinda Germi, i trailer e i provini inediti dei film 'Alfredo Alfredo' e 'Le castagne sono buone', scrupolosamente restaurati, e immagini di repertorio delle Teche Rai. Prima della proiezione prevista per stasera, nel pomeriggio (ore 15.30) all'Italian Pavillion Croisette di Cannes ci sarà la presentazione ufficiale del documentario. All'incontro, moderato da Irene Bignardi, saranno presenti: il regista Claudio Bondi', i produttori Chiara Bondi' e Alessandro Bonifazi per la Blue Film, Andrea Paris e Matteo Rovere per la Ascent Film, i coproduttori Mauro Nanni, Amministratore Delegato Telecom Italia Media, e Alfredo Moroni, responsabile Acquisizione Diritti Documentari e Fiction di LA7. L'emittente ha infatti acquistato i diritti d'antenna del documentario e lo trasmetterà nella prossima stagione televisiva.

Alla presentazione parteciperanno, inoltre, Marialinda Germi, Manuela Tempesta, Van Papadopulos, responsabile della sezione Cannes Classics del Festival di Cannes, Mario Sesti, direttore Sezione Extra Festival di Roma, Vincent Bon Cour della Carlotta Films, la società che distribuirà in Francia 'Signore & Signori' unitamente a 'Pietro Germi. il Bravo il Bello il Cattivo'.

Il Festival di Cannes in omaggio a Pietro Germi, dopo la proiezione del documentario di Claudio Bondi', a lui dedicato, proietterà nella sala Buñuel proprio 'Signore & Signori', considerato uno dei suoi capolavori, nella copia restaurata dall'Associazione Philip Morris Progetto Cinema in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e con la supervisione di Peppino Rotunno. La premiére francese di 'Pietro Germi. il Bravo il Bello il Cattivo' e di 'Signore & Signori', nella versione restaurata, è prevista per il 29 luglio a Parigi.
a partire dalla fine dell'esperienza neo-realista passando per l'invenzione della commedia all'italiana fino all'Oscar per la sceneggiatura di 'Divorzio all'Italiana', seguito dai grandi successi di 'Sedotta e abbandonatala', 'Signore Signori' fino ai suoi due ultimi film.

(www.adnkronos.com, 17/05/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 21:45 | Link | commenti
categoria:cinema, cannes, claudia cardinale, pietro germi
martedì, 28 aprile 2009
SergioLeoneVent'anni fa moriva Sergio Leone, ucciso da un attacco di cuore mentre preparava un film sull'assedio di Leningrado nella Seconda Guerra Mondiale. Tema inusuale per lui, che ha legato il suo nome al genere degli "spaghetti-western", ma fino a un certo punto, perche' in fondo quella storia d'amore tra un giornalista americano e una ragazza russa, con un certo profumo di "Reds", aveva tutte le caratteristiche del suo cinema: l'avventura, l'epopea storica, gli spazi infiniti e i ritmi sospesi. Del resto per lui il cinema era favole per adulti. Non a caso i titoli di due delle sue opere principali iniziano con il classico "C'era una volta". Il West e l'America: i suoi grandi amori. In questo riconoscimento della funzione modestamente catartica e piacevolmente didascalico-allegorica del cinema seguiva il modello di molti dei suoi maestri ideali: John Ford, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Vittorio De Sica, lo stesso Steven Spielberg, e Charlie Chaplin sopra tutti. Al cinema Leone, nato nel '29, giunse prestissimo. Il padre, Vincenzo, fu regista del cinema muto e, con il nome di Roberto Roberti, giro' quasi tutti i film di Francesca Bertini (anche la madre, Bice Valerian, era attrice). Lui imparo' ai tempi del genere "Peplum" (i film sugli antichi romani e sulla mitologia greca) le arti della sceneggiatura e della fotografia. Divenne presto capace di risvegliare nel cuore degli spettatori il senso mitico del grande cinema. Senz'ombra di presunzione intellettuale, intendeva la regia come un mestiere, non solo ma anche un mestiere. Nella sua biografia otto film (sorprendentemente pochi, eppure sufficienti a farne un autore famoso in tutto il mondo).
18465506Nel suo stile una lunga serie di peculiarita': amava i movimenti di macchina e prediligeva i tempi amplificati. Non a caso il suo cinema e' stato definito barocco. Piuttosto era iperrealismo discreto. Di certo non voleva essere solo il padre dello spaghetti-western. Questa etichetta gli e' stata attribuita tardi, assieme ai tardivi riconoscimenti e pentimenti di una critica che, all'inizio, lo aveva maltrattato. Del western all'italiana, Leone e' stato semmai il Pigmalione, quello che lo ha fatto crescere, che ne ha rivelato le possibilita' e le ragioni segrete.La possibilita' di sfruttare l'amore popolare per un genere popolare e amato sulla via del tramonto, di divertirsi con i generi, di riempire il western con la suspence del poliziesco, di nutrirlo di umori e di allusioni al reale, di giocare con le metafore per costruire delle strutture esemplari di fiaba moderna. E la ragione segreta come ci confermera' la storia cinematografica di Leone, che consiste nell' amore per l'America, per la sua cultura, per il suo epos, come e' stato sognato e guardato da lontano da una intera generazione di italiani. Quando parlano dei loro debiti nei confronti del cinema italiano molti nuovi registi, e non solo americani, che si chiamino Coen o Tarantino (ma anche Coppola, Lucas e Spielberg) dopo il doveroso omaggio a Fellini quasi sempre fanno il nome di Sergio Leone. Scorsese ha dichiarato di aver visto 150 volte "C'era una volta il West".
onceuponatimeinthewestChe Leone sia stato un anticipatore non c'e' dubbio, che sia stato il primo regista postmoderno non lo si scopre ora ma lo ha affermato anche uno del ramo come Jean Baudrillard. Ma il cinema di Leone e' stato anticipatore non solo di stili ma anche di rapporti col pubblico e strategie commerciali: dopo "Per qualche dollaro in piu'" il suo produttore Alberto Grimaldi procede con un'operazione inedita nel cinema italiano, un sondaggio demoscopico per capire se il western interessa ancora: l'80% degli intervistati risponde di si' e il budget di "Il buono il brutto il cattivo viene triplicato". Nasce soci' l'indagine demoscopica di mercato applicata al box office. Risultato: il secondo western dura 30 minuti piu' del primo, il terzo e' gia' di tre ore. "C'era una volta il west" dura un po' meno (salvo scoprire dieci anni dopo la morte di Leone una quarantina di minuti "scomparsi"). E forse l' ultimo progetto su Leningrado rimase vittima anche della sua ampiezza.

(www.agi.it, 28/04/09)

Ci manchi inimitabile maestro...