Chiude in bellezza la rassegna Sguardi Persol sul cinema con la proiezione del film "La grande guerra" di Mario Monicelli, che ha registrato il tutto esaurito al cinema Farnese-Persol stamani a Roma. Dopo il film l'incontro con il maestro Monicelli e il pubblico accorso numeroso.Insieme al regista sul palco erano presenti anche Carlo Vanzina, Citto Maselli, Luciano Emmer e Alex Infascelli che hanno voluto omaggiare con la loro presenza uno dei capolavori della storia del cinema italiano che proprio quest'anno compie mezzo secolo. A coordinare l'incontro il critico Steve Della Casa. Un incontro di generazioni diverse quello cui si e' assistito: Monicelli (classe 1915), Emmer (1918), Maselli (1930), Vanzina (1951) e Infascelli (1967). Tutti accomunati dallo stesso amore per il cinema e dalla profonda ammirazione per il regista toscano. "Un film che prima ancora che venisse girato suscito' scalpore e polemiche - osserva Della Casa - La stampa italiana si scaglio' contro il progetto di questo film perche' si temeva che ne uscisse fuori un ritratto canzonatorio e comico sul primo conflitto mondiale che fino ad allora era un evento storico intoccabile. Nonostante queste polemiche questo film vinse nel 1959 il Leone d'oro a Venezia ex-aequo con Il generale Della Rovere di Rossellini. E il merito del film di Monicelli sta proprio nell'aver portato sul grande schermo la verita' della storia permettendo al grande pubblico di venire a conoscenza di cosa era stata veramente la prima guerra mondiale". Monicelli, arrivato con un leggero ritardo perche' febbricitante, ricorda che il film "suscito' molte polemiche"; "ma sinceramente - aggiunge - io non pensavo che avrebbe creato cosi' tanti problemi. Del resto la mia fama e quella di Age e Scarpelli era talmente bassa che quando i giornalisti seppero che ci saremmo occupati di un film sulla prima guerra mondiale insorsero. Avevano paura che essendo noi il trash del cinema italiano avremmo gettato nell'immondizia anche questo grande evento. I giornali cominciarono a nutrire riserve e sollevare polemiche. Anche Andreotti che era stato contattato da Dino De Laurentiis per una consulenza sulle divise e sugli armamenti da usare nel film all'inizio si era dimostrato favorevole ad aiutarci ma poi in seguito al polverone che ne era venuto fuori si ritiro' per non andare contro il malumore generale. Sono felice pero' che nonostante le polemiche De Laurentiis (e in questi frangenti si vedono i veri grandi produttori) non si arrese e pur con un aggravio di spese decise di portare avanti al progetto. A Venezia fu accolto dal pubblico molto bene. Anzi direi trionfalmente. Dalla stampa invece non benissimo".
L'incontro si conclude con una sorpresa al maestro: dal pubblico si alza Babak Karimi, cineasta di origine iraniano che ha portato in regalo a Monicelli il remake iraniano di Guardie e ladri girato negli anni Sessanta dal padre di Babak, Nosrat Karimi.
(www.agi.it, 26/04/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 17:47 | Link | commenti
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