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Vittorio De sica (TERESA VENERDI')
Federico Fellini (ROMA)
Alfredo Giannetti (1943: UN INCONTRO, LA SCIANTOSA, L'AUTOMOBILE, CORREVA L'ANNO DI GRAZIA 1870)
Nanni Loy (MADE IN ITALY)
Sidney Lumet (PELLE DI SERPENTE)
Daniel Mann (LA ROSA TATUATA)
Mario Mattoli (ASSUNTA SPINA)
Mario Monicelli (RISATE DI GIOIA)
PierPaolo Pasolini (MAMMA ROMA)
Jean Renoir (LA CARROZZA D'ORO)
Gennaro Righelli (ABBASSO LA MISERIA, ABBASSO LA RICCHEZZA)
Roberto Rossellini (ROMA CITTA' APERTA, L'AMORE)
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venerdì, 27 novembre 2009
Dino Risi al MoMA: al via la sesta edizione di 41° Parallelo, evento organizzato e promosso dal 2004 dal Napoli Film Festival e che lega sulla rotta immaginaria del medesimo parallelo le città di Napoli e New York.
Quest'anno l'evento si svolge dal 9 al 17 dicembre, con la novità della presenza di una retrospettiva dedicata a Dino Risi al MoMA, il più prestigioso museo d'arte moderna del mondo, intitolata "Dino Risi: Comedy with a Twist".
The Museum of Modern Art di New York proietterà in originale con sottotitoli in inglese alcuni dei film che hanno reso celebre Risi in tutto il mondo.
Il 9 dicembre Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University ospiterà, come di consueto, l'inaugurazione dell'evento, con la proiezione di una parte del programma SchermoNapoli della scorsa edizione del Napoli Film Festival.
Dopo il successo delle rassegne su Pietro Germi e Alberto Sordi ospitate nel 2007-2008 dal Film Forum, è grande la soddisfazione per questo evento di cinema nel luogo più prestigioso al mondo per l'arte contemporanea.

(cinefestival.blogosfere.it, 27!11/09)

Scena tratta da "IL SORPASSO" (1962)

postato da: corsaroazzurro alle ore 14:50 | Link | commenti
categoria:america, cinema, arte, napoli, vittorio gassman, alberto sordi, pietro germi
martedì, 03 novembre 2009
“Cinecittà Luce” ed il “Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale”, presentano a New York la più importante e completa rassegna cinematografica sul neorealismo italiano mai realizzata prima: “Il Neorealismo italiano e la nascita del cinema moderno”. Oltre 40 pellicole, firmate dai più autorevoli registi italiani, saranno proiettate al Walter Reade Theater fino al 25 novembre 2009, grazie alla collaborazione con la Film Society of Lincoln Center di New York.

La rassegna, prodotta con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema, e realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ripercorre i principali momenti del dopoguerra italiano attraverso la narrazione di grandi maestri quali: Luchino Visconti, Federico Fellini, Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Alberto Lattuada, Giuseppe De Santis, Renato Castellani, Vittorio De Sica, Vittorio De Seta, Carlo Lizzani, Pietro Germi, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi e molti altri ancora.
“La rassegna sul Neorealismo italiano - dichiara il direttore generale di Cinecittà Luce, Pietro IETTO - rappresenta un appuntamento importante dell’attività di promozione della nostra società nel 2009. La selezione di oltre 40 opere conferma la massima attenzione di Cinecittà Luce alla diffusione e valorizzazione dei grandi maestri della cinematografia italiana. La rassegna, dopo l’esordio statunitense al Lincoln Center, proseguirà la circuitazione in altre importanti sedi culturali del mondo e attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura”.
Per il direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Marcello FOTI, “la rassegna che si inaugura il prossimo 30 ottobre è la più completa ed importante mai presentata all'estero sul neorealismo italiano. I 40 film selezionati, molti dei quali provenienti dall'archivio della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, ripropongono insieme tutto il messaggio che l'esperienza neorealista ha voluto rappresentare: la voce dell'Italia di quel periodo fatta più autentica dall'esperienza del dolore della gente”.


Il neorealismo - nato in Italia nella seconda metà degli anni ‘40 - è, senza dubbio, il movimento del cinema italiano che ha conquistato maggiori consensi e maggiore fama nel mondo. L'impiego di attori non professionisti (presi dalla strada); il realismo dell'ambientazione ottenuto abbandonando gli studi di posa a favore delle riprese in esterni e girando nei luoghi stessi in cui si svolge l'azione; l'adozione di uno stile di tipo documentaristico; la narrazione di vicende ispirate alla vita quotidiana, ai fatti di cronaca: sono i fondamentali principi estetici introdotti dalla cinematografia di quella epoca.
Le sue radici possono essere già rintracciate in opere come Ossessione (1943), film d'esordio di Luchino Visconti (tratto da Il postino suona sempre due volte, 1934, di James Cain) considerata proprio la pellicola che anticipò, ancor prima della caduta del fascismo e della fine della guerra, temi e stile del neorealismo. Ed inoltre come non ricordare le opere di Mario Camerini e Alessandro Blasetti e naturalmente Roberto Rossellini che con “Roma città aperta” segna proprio l’inizio di una nuova epoca.

Qui di seguito l’elenco delle pellicole che saranno proiettate nella rassegna:

GENTE DEL PO, (1943) Michelangelo Antonioni
ROMA CITTA' APERTA, (1945) Roberto Rossellini
GIORNI DI GLORIA, (1945) Giuseppe De Santis
SCIUSCIA', (1946) Vittorio De Sica
UN GIORNO NELLA VITA, (1946) Alessandro Blasetti ristampa
IL BANDITO, (1946) Alberto Lattuada
ROMA CITTA’ LIBERA, (1946) Marcello Pagliero ristampa
IL SOLE SORGE ANCORA, (1946) Aldo Vergano
CACCIA TRAGICA, (1947) Giuseppe De Santis
VIVERE IN PACE, (1947) Luigi Zampa ristampa
SOTTO IL SOLE DI ROMA, (1948) Renato Castellani
SENZA PIETA’, (1948) Alberto Lattuada
IN NOME DELLA LEGGE, (1948) Pietro Germi
RISO AMARO, (1949) Giuseppe De Santis
CIELO SULLA PALUDE, (1949) Augusto Genina
IL GRIDO DELLA TERRA, (1949) Duilio Coletti restauro
DONNE SENZA NOME (1949) Géza von Radvany
NON C'E' PACE TRA GLI ULIVI, (1950) Giuseppe De Santis
DOMENICA D’AGOSTO, (1950) Luciano Emmer ristampa
IL CIELO E’ ROSSO – (1950) Claudio Gora restauro
IL CAMMINO DELLA SPERANZA, (1950) Pietro Germi
MIRACOLO A MILANO, (1951) Vittorio De Sica
BELLISSIMA, (1951) Luchino Visconti
ACHTUNG BANDITI!, (1951) Carlo Lizzani
DUE SOLDI DI SPERANZA (1951) Renato Castellani
ROMA, ORE UNDICI, (1952) Giuseppe De Santis
IL CAPPOTTO, (1952) Alberto Lattuada restauro
PROCESSO ALLA CITTA’, (1952) Luigi Zampa
VIAGGIO IN ITALIA, (1953) Roberto Rossellini
I VITELLONI, (1953) Federico Fellini
PANE AMORE E FANTASIA, (1953) Luigi Comencini
CRONACA DI POVERI AMANTI, (1954) Carlo Lizzani
ACCATTONE, (1961) Pier Paolo Pasolini
BANDITI A ORGOSOLO, (1961) Vittorio De Seta
SALVATORE GIULIANO,(1962) Francesco Rosi


(www.alcinema.org, 02/11/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 23:01 | Link | commenti
categoria:italia, america, cinema, neorealismo
sabato, 05 settembre 2009
180full-sidney-lumetA Sidney Lumet verrà attribuito il Premio Fondazione Fellini. Sabato 7 novembre, a conclusione del convegno internazionale che ogni anno la Fondazione Fellini organizza per rendere omaggio al Maestro riminese, il presidente Pupi Avati consegnerà il premio al regista di 'Serpico' (1973) e 'Quinto Potere' (1976), che consiste in una riproduzione in oro del disegno ‘Colazione sull’erba, scena di un sogno' dal quale Fellini trasse ispirazione per il celebre spot della Banca di Roma, interpretato da Paolo Villaggio e Anna Falchi.


Dopo Scorsese (2005), Polanski
(2006), Olmi (2007) e De Oliveira (2008), la Fondazione Fellini ha invitato a Rimini un altro indiscusso maestro del cinema mondiale. Premio Oscar alla carriera nel 2005, tornato alla ribalta con il suo applauditissimo 'Onora il padre e la madre' (2007), Lumet si è imposto come pietra miliare del cinema americano fin dalla sua pellicola di debutto, 'La parola ai giurati', diretta nel 1957 e interpretata dall’amico Henry Fonda, con cui girerà cinque film.

La pellicola affronta i temi del razzismo e la violazione dei diritti civili e ottiene numerosi riconoscimenti tra cui l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e una nomination all’Oscar. I suoi film successivi riscuotono molto successo anche per l'equilibrio dimostrato nel dirigere grandi star quali Anna Magnani e Marlon Brando in 'Pelle di serpente' (1959), Katharine Hepburn e Ralph Richardson ne 'Il lungo viaggio verso la notte' (1962), o nuovamente Henry Fonda nel ruolo del presidente degli Stati Uniti in 'A prova d’errore' (1964), Rod Steiger ne 'L’uomo del banco dei pegni' (1964), Sean Connery ne 'La collina del disonore' (1965), Al Pacino in 'Serpico' (1973) e in 'Quel pomeriggio di un giorno da cani' (1975).

Anche quest'anno la cerimonia si concluderà con una relazione del regista premiato riguardante il suo rapporto con il cinema di Fellini. Lumet considera il maestro riminese “il poeta visivo del cinema”, così lo definì in occasione di una retrospettiva organizzata a New York nel 1993. “Il Maestro ci ha aiutato a riscoprire il significato delle parole, ha ridefinito per noi il senso di grande e di poeta”.

(ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com, 04/09/09)

postato da: corsaroazzurro alle ore 20:41 | Link | commenti
categoria:america, cinema, oscar, premio, federico fellini, anna magnani, sidney lumet
martedì, 23 giugno 2009

180full-sidney-lumetIl maestro del legal thriller Sidney Lumet compie giovedi' 85 anni ma non sembra avere alcuna intenzione di 'andare in pensione'. E dopo 'Onora il padre e la madre', applauditissimo anche alla Festa del cinema di Roma nel 2007, sta dirigendo un nuovo film 'Getting Out', che racconta di un'evasione da una prigione.
Nato a Filadelfia il 25 giugno del 1924 e figlio d'arte dell'attore Baruch Lumet e della ballerina Eugenia Wermus, dopo il debutto a 4 anni all'Yiddish Art Theatre di New York e la partecipazione a diversi spettacoli teatrali, Lumet si e' imposto come una pietra miliare del cinema americano fin dalla sua pellicola di debutto, 'La parola ai giurati', diretta nel 1957 e interpretata dall'amico Henry Fonda, con cui girera' cinque film. La pellicola affronta i temi del razzismo e la violazione dei diritti civili e ottiene numerosi riconoscimenti tra cui l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e una nomination all'Oscar.
I suoi film riscuotono molto successo anche per l'abilita' dimostrata nel dirigere grandi star: Anna Magnani e Marlon Brando in 'Pelle di serpente' (1959), Katharine Hepburn e Ralph Richardson ne 'Il lungo viaggio verso la notte' (1962), o nuovamente Henry Fonda nel ruolo del presidente degli Stati Uniti in 'A prova d'errore' (1964), Rod Steiger ne 'L'uomo del banco dei pegni' (1964) o Sean Connery ne 'La collina del disonore' (1965).


(www.adnkronos.com, 23/06/09)

Sidney Lumet (Wikipedia)


postato da: corsaroazzurro alle ore 17:35 | Link | commenti
categoria:america, cinema, roma, marlon brando, anna magnani, sidney lumet
mercoledì, 06 maggio 2009
anna_magnani_slideshow_gallery_sfilateMilano, 6 mag. - (Adnkronos) - La Maison Gattinoni, sara' ospite, in qualita' di ambasciatrice dell'eccellenza italiana, della seconda edizione della ''Campionaria delle Qualita' Italiane'', manifestazione promossa da Fondazione Symbola e da Fiera Milano, interamente dedicata alle eccellenze del Bel paese, da domani al 10 maggio. La Campionaria e' l'unica manifestazione dedicata alle eccellenze imprenditoriali, istituzionali e associative in vista dell'Expo 2015. Il racconto di quel made in Italy che puntando su tradizione, innovazione, territorio e creativita', ha saputo affermarsi nel mondo. La Maison Gattinoni, per l'importante occasione ha aperto le porte del suo archivio, esponendo nell'area-mostra ''I capolavori della Qualita' Italiana'', vetrina della storia dell'eccellenza italiana allestita dalla Fondazione per le Qualita' Italiane, tre creazioni indossate dalle attrici icone della storia cinema.

Ecco l'abito in moire' di seta avorio con inserti-de'cor in velluto nero indossato da Anna Magnani, nel 1951, a New York, in occasione della presentazione del film Bellissima capolavoro diretto da Luchino Visconti. Ecco il lungo abito stile impero in georgette avorio, indossato da Audrey Hepburn nel film Guerra e Pace (1955) diretto da King Vidor e che valse a Fernanda Gattinoni la nomination agli Oscar per i costumi. Tripudio di velluto nero, dalla linea a sirena per l'abito indossato da Anita Ekberg nel film-icona La Dolce Vita di Federico Fellini (1960) nella sensuale scena della Fontana di Trevi. L' Associazione Italiana Pellicciai (AIP) ha arricchito gli abiti con preziose stole in pelliccia, come quella in volpe argentata per l'abito di Anna Magnani, e la stola in volpe bianca per l'abito di Anita Ekberg, provenienti da una ricerca storica Centro Studi AIP.

1213632558540_anna-magnani2Gattinoni inoltre espone, all'interno dello stand C.l.a.s.s. piattaforma internazionale per l'industria tessile, dedicata a dare visibilita' e valorizzare l'insieme dei prodotti responsabili il ''caftano omaggio'' al Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama. L'esclusiva creazione, disegnata da Guillermo Mariotto, direttore creativo della Maison, per la collezione Haute Couture Spring/Summer 2009, e' realizzata con la fibra Ingeo ed e' interamente dipinta a mano.

(www.libero-news.it, 06/05/09)

postato da: corsaroazzurro alle ore 18:49 | Link | commenti
categoria:america, cinema, moda, oscar, federico fellini, anna magnani, anita ekberg
mercoledì, 29 aprile 2009
musica_per_immagini_3La Casa del Cinema a Villa Borghese ricordera' il grande regista Sergio Leone con un doppio appuntamento. Domani 20.o anniversario della sua scomparsa nell'anno nel quale ricorrono anche gli 80 anni dalla sua nascita, avra' inizio il primo importante tributo al regista con un incontro alle 17.30, condotto da Italo Moscati, con la presenza - insieme alla famiglia Leone - dell'Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma Umberto Croppi, di Ennio Morricone, Barbara Scaramucci, direttrice di Rai Teche, e Gianni Mina'. L'omaggio a Leone sara' introdotto alle 15.30 dal documentario C'era una volta il sogno americano di Sandro Lai e Daniela Piccioni, seguito da Sergio Leone: c'era una volta il cinema di Gianni Mina'. Si proseguira' alle ore 18.30 con una serie di contributi audiovisivi tra i quali, in anteprima assoluta, lo Speciale: Verdone racconta Leone prodotto da Sky Cinema, in onda il 3 maggio e che fa parte di una ricca programmazione della rete dedicata alla figura del grande regista. Nei giorni successivi, dal 1° al 3 maggio, verra' presentata la rassegna completa dei 7 film di Sergio Leone e il primo film da lui prodotto per Carlo Verdone, Un sacco bello. Durante la stagione estiva nel suo Teatro all'aperto la Casa del Cinema, da lunedi' 27 luglio a giovedi' 3 settembre 2009, rendera' omaggio a Ennio Morricone con la presentazione di 25 film musicati dal grande compositore. L'evento si aprira' il 27 luglio con la proiezione, fino al 3 agosto, dei 6 film diretti da Leone e musicati da Morricone, a testimonianza dell'importante sodalizio artistico tra due grandi figure del cinema italiano.

(www.adnkronos.com. 29/04/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 20:34 | Link | commenti
categoria:italia, america, cinema, roma, oscar, hollywood, ennio morricone, sergio leone, carlo verdone
martedì, 28 aprile 2009
SergioLeoneVent'anni fa moriva Sergio Leone, ucciso da un attacco di cuore mentre preparava un film sull'assedio di Leningrado nella Seconda Guerra Mondiale. Tema inusuale per lui, che ha legato il suo nome al genere degli "spaghetti-western", ma fino a un certo punto, perche' in fondo quella storia d'amore tra un giornalista americano e una ragazza russa, con un certo profumo di "Reds", aveva tutte le caratteristiche del suo cinema: l'avventura, l'epopea storica, gli spazi infiniti e i ritmi sospesi. Del resto per lui il cinema era favole per adulti. Non a caso i titoli di due delle sue opere principali iniziano con il classico "C'era una volta". Il West e l'America: i suoi grandi amori. In questo riconoscimento della funzione modestamente catartica e piacevolmente didascalico-allegorica del cinema seguiva il modello di molti dei suoi maestri ideali: John Ford, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Vittorio De Sica, lo stesso Steven Spielberg, e Charlie Chaplin sopra tutti. Al cinema Leone, nato nel '29, giunse prestissimo. Il padre, Vincenzo, fu regista del cinema muto e, con il nome di Roberto Roberti, giro' quasi tutti i film di Francesca Bertini (anche la madre, Bice Valerian, era attrice). Lui imparo' ai tempi del genere "Peplum" (i film sugli antichi romani e sulla mitologia greca) le arti della sceneggiatura e della fotografia. Divenne presto capace di risvegliare nel cuore degli spettatori il senso mitico del grande cinema. Senz'ombra di presunzione intellettuale, intendeva la regia come un mestiere, non solo ma anche un mestiere. Nella sua biografia otto film (sorprendentemente pochi, eppure sufficienti a farne un autore famoso in tutto il mondo).
18465506Nel suo stile una lunga serie di peculiarita': amava i movimenti di macchina e prediligeva i tempi amplificati. Non a caso il suo cinema e' stato definito barocco. Piuttosto era iperrealismo discreto. Di certo non voleva essere solo il padre dello spaghetti-western. Questa etichetta gli e' stata attribuita tardi, assieme ai tardivi riconoscimenti e pentimenti di una critica che, all'inizio, lo aveva maltrattato. Del western all'italiana, Leone e' stato semmai il Pigmalione, quello che lo ha fatto crescere, che ne ha rivelato le possibilita' e le ragioni segrete.La possibilita' di sfruttare l'amore popolare per un genere popolare e amato sulla via del tramonto, di divertirsi con i generi, di riempire il western con la suspence del poliziesco, di nutrirlo di umori e di allusioni al reale, di giocare con le metafore per costruire delle strutture esemplari di fiaba moderna. E la ragione segreta come ci confermera' la storia cinematografica di Leone, che consiste nell' amore per l'America, per la sua cultura, per il suo epos, come e' stato sognato e guardato da lontano da una intera generazione di italiani. Quando parlano dei loro debiti nei confronti del cinema italiano molti nuovi registi, e non solo americani, che si chiamino Coen o Tarantino (ma anche Coppola, Lucas e Spielberg) dopo il doveroso omaggio a Fellini quasi sempre fanno il nome di Sergio Leone. Scorsese ha dichiarato di aver visto 150 volte "C'era una volta il West".
onceuponatimeinthewestChe Leone sia stato un anticipatore non c'e' dubbio, che sia stato il primo regista postmoderno non lo si scopre ora ma lo ha affermato anche uno del ramo come Jean Baudrillard. Ma il cinema di Leone e' stato anticipatore non solo di stili ma anche di rapporti col pubblico e strategie commerciali: dopo "Per qualche dollaro in piu'" il suo produttore Alberto Grimaldi procede con un'operazione inedita nel cinema italiano, un sondaggio demoscopico per capire se il western interessa ancora: l'80% degli intervistati risponde di si' e il budget di "Il buono il brutto il cattivo viene triplicato". Nasce soci' l'indagine demoscopica di mercato applicata al box office. Risultato: il secondo western dura 30 minuti piu' del primo, il terzo e' gia' di tre ore. "C'era una volta il west" dura un po' meno (salvo scoprire dieci anni dopo la morte di Leone una quarantina di minuti "scomparsi"). E forse l' ultimo progetto su Leningrado rimase vittima anche della sua ampiezza.

(www.agi.it, 28/04/09)

Ci manchi inimitabile maestro...

giovedì, 26 marzo 2009
Il New York Times consiglia il film ai suoi lettori

normal_neorealismo(ANSA) - WASHINGTON, 24 MAR - 'Ladri di biciclette', uno dei capolavori del neorealismo, e' considerato negli Usa uno degli esempi piu' alti del cinema italiano.Per questo motivo, in tempi di crisi, il New York Times consiglia ai suoi lettori di vederlo, o di rivederlo. Nella rubrica video sul sito del quotidiano, uno dei critici cinematografici del New York Times, Gabe Johnson, ha proposto oggi il lavoro di Vittorio De Sica come 'film del giorno'. Per Johnson il film esprime la societa' italiana per quel che era.


(www.ansa.it, 24/03/2009)

postato da: corsaroazzurro alle ore 14:04 | Link | commenti
categoria:italia, america, cinema, roma, neorealismo, vittorio de sica
sabato, 21 marzo 2009
21 marzo 1956 - 21 marzo 2009

53 anni fa Anna Magnani vince l'Oscar!

 
postato da: corsaroazzurro alle ore 19:55 | Link | commenti
categoria:italia, america, amore, cinema, roma, teatro, commedia, oscar, neorealismo, hollywood, anna magnani
giovedì, 19 marzo 2009
postato da: corsaroazzurro alle ore 11:22 | Link | commenti
categoria:italia, america, cinema, televisione, tv , anna magnani