Dino Risi al MoMA: al via la sesta edizione di 41° Parallelo, evento organizzato e promosso dal 2004 dal Napoli Film Festival e che lega sulla rotta immaginaria del medesimo parallelo le città di Napoli e New York.Quest'anno l'evento si svolge dal 9 al 17 dicembre, con la novità della presenza di una retrospettiva dedicata a Dino Risi al MoMA, il più prestigioso museo d'arte moderna del mondo, intitolata "Dino Risi: Comedy with a Twist".
The Museum of Modern Art di New York proietterà in originale con sottotitoli in inglese alcuni dei film che hanno reso celebre Risi in tutto il mondo.
Il 9 dicembre Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University ospiterà, come di consueto, l'inaugurazione dell'evento, con la proiezione di una parte del programma SchermoNapoli della scorsa edizione del Napoli Film Festival.
Dopo il successo delle rassegne su Pietro Germi e Alberto Sordi ospitate nel 2007-2008 dal Film Forum, è grande la soddisfazione per questo evento di cinema nel luogo più prestigioso al mondo per l'arte contemporanea.
(cinefestival.blogosfere.it, 27!11/09)
Scena tratta da "IL SORPASSO" (1962)
categoria:america, cinema, arte, napoli, vittorio gassman, alberto sordi, pietro germi




“Cinecittà Luce” ed il “Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale”, presentano a New York la più importante e completa rassegna cinematografica sul neorealismo italiano mai realizzata prima: “Il Neorealismo italiano e la nascita del cinema moderno”. Oltre 40 pellicole, firmate dai più autorevoli registi italiani, saranno proiettate al Walter Reade Theater fino al 25 novembre 2009, grazie alla collaborazione con la Film Society of Lincoln Center di New York.
A Sidney Lumet verrà attribuito il Premio Fondazione Fellini. Sabato 7 novembre, a conclusione del convegno internazionale che ogni anno la Fondazione Fellini organizza per rendere omaggio al Maestro riminese, il presidente Pupi Avati consegnerà il premio al regista di 'Serpico' (1973) e 'Quinto Potere' (1976), che consiste in una riproduzione in oro del disegno ‘Colazione sull’erba, scena di un sogno' dal quale Fellini trasse ispirazione per il celebre spot della Banca di Roma, interpretato da Paolo Villaggio e Anna Falchi.
Milano, 6 mag. - (Adnkronos) - La Maison Gattinoni, sara' ospite, in qualita' di ambasciatrice dell'eccellenza italiana, della seconda edizione della ''Campionaria delle Qualita' Italiane'', manifestazione promossa da Fondazione Symbola e da Fiera Milano, interamente dedicata alle eccellenze del Bel paese, da domani al 10 maggio. La Campionaria e' l'unica manifestazione dedicata alle eccellenze imprenditoriali, istituzionali e associative in vista dell'Expo 2015. Il racconto di quel made in Italy che puntando su tradizione, innovazione, territorio e creativita', ha saputo affermarsi nel mondo. La Maison Gattinoni, per l'importante occasione ha aperto le porte del suo archivio, esponendo nell'area-mostra ''I capolavori della Qualita' Italiana'', vetrina della storia dell'eccellenza italiana allestita dalla Fondazione per le Qualita' Italiane, tre creazioni indossate dalle attrici icone della storia cinema.
Gattinoni inoltre espone, all'interno dello stand C.l.a.s.s. piattaforma internazionale per l'industria tessile, dedicata a dare visibilita' e valorizzare l'insieme dei prodotti responsabili il ''caftano omaggio'' al Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama. L'esclusiva creazione, disegnata da Guillermo Mariotto, direttore creativo della Maison, per la collezione Haute Couture Spring/Summer 2009, e' realizzata con la fibra Ingeo ed e' interamente dipinta a mano.
La Casa del Cinema a Villa Borghese ricordera' il grande regista Sergio Leone con un doppio appuntamento. Domani 20.o anniversario della sua scomparsa nell'anno nel quale ricorrono anche gli 80 anni dalla sua nascita, avra' inizio il primo importante tributo al regista con un incontro alle 17.30, condotto da Italo Moscati, con la presenza - insieme alla famiglia Leone - dell'Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma Umberto Croppi, di Ennio Morricone, Barbara Scaramucci, direttrice di Rai Teche, e Gianni Mina'. L'omaggio a Leone sara' introdotto alle 15.30 dal documentario C'era una volta il sogno americano di Sandro Lai e Daniela Piccioni, seguito da Sergio Leone: c'era una volta il cinema di Gianni Mina'. Si proseguira' alle ore 18.30 con una serie di contributi audiovisivi tra i quali, in anteprima assoluta, lo Speciale: Verdone racconta Leone prodotto da Sky Cinema, in onda il 3 maggio e che fa parte di una ricca programmazione della rete dedicata alla figura del grande regista. Nei giorni successivi, dal 1° al 3 maggio, verra' presentata la rassegna completa dei 7 film di Sergio Leone e il primo film da lui prodotto per Carlo Verdone, Un sacco bello. Durante la stagione estiva nel suo Teatro all'aperto la Casa del Cinema, da lunedi' 27 luglio a giovedi' 3 settembre 2009, rendera' omaggio a Ennio Morricone con la presentazione di 25 film musicati dal grande compositore. L'evento si aprira' il 27 luglio con la proiezione, fino al 3 agosto, dei 6 film diretti da Leone e musicati da Morricone, a testimonianza dell'importante sodalizio artistico tra due grandi figure del cinema italiano.
Vent'anni fa moriva Sergio Leone, ucciso da un attacco di cuore mentre preparava un film sull'assedio di Leningrado nella Seconda Guerra Mondiale. Tema inusuale per lui, che ha legato il suo nome al genere degli "spaghetti-western", ma fino a un certo punto, perche' in fondo quella storia d'amore tra un giornalista americano e una ragazza russa, con un certo profumo di "Reds", aveva tutte le caratteristiche del suo cinema: l'avventura, l'epopea storica, gli spazi infiniti e i ritmi sospesi. Del resto per lui il cinema era favole per adulti. Non a caso i titoli di due delle sue opere principali iniziano con il classico "C'era una volta". Il West e l'America: i suoi grandi amori. In questo riconoscimento della funzione modestamente catartica e piacevolmente didascalico-allegorica del cinema seguiva il modello di molti dei suoi maestri ideali: John Ford, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Vittorio De Sica, lo stesso Steven Spielberg, e Charlie Chaplin sopra tutti. Al cinema Leone, nato nel '29, giunse prestissimo. Il padre, Vincenzo, fu regista del cinema muto e, con il nome di Roberto Roberti, giro' quasi tutti i film di Francesca Bertini (anche la madre, Bice Valerian, era attrice). Lui imparo' ai tempi del genere "Peplum" (i film sugli antichi romani e sulla mitologia greca) le arti della sceneggiatura e della fotografia. Divenne presto capace di risvegliare nel cuore degli spettatori il senso mitico del grande cinema. Senz'ombra di presunzione intellettuale, intendeva la regia come un mestiere, non solo ma anche un mestiere. Nella sua biografia otto film (sorprendentemente pochi, eppure sufficienti a farne un autore famoso in tutto il mondo).
Nel suo stile una lunga serie di peculiarita': amava i movimenti di macchina e prediligeva i tempi amplificati. Non a caso il suo cinema e' stato definito barocco. Piuttosto era iperrealismo discreto. Di certo non voleva essere solo il padre dello spaghetti-western. Questa etichetta gli e' stata attribuita tardi, assieme ai tardivi riconoscimenti e pentimenti di una critica che, all'inizio, lo aveva maltrattato. Del western all'italiana, Leone e' stato semmai il Pigmalione, quello che lo ha fatto crescere, che ne ha rivelato le possibilita' e le ragioni segrete.La possibilita' di sfruttare l'amore popolare per un genere popolare e amato sulla via del tramonto, di divertirsi con i generi, di riempire il western con la suspence del poliziesco, di nutrirlo di umori e di allusioni al reale, di giocare con le metafore per costruire delle strutture esemplari di fiaba moderna. E la ragione segreta come ci confermera' la storia cinematografica di Leone, che consiste nell' amore per l'America, per la sua cultura, per il suo epos, come e' stato sognato e guardato da lontano da una intera generazione di italiani. Quando parlano dei loro debiti nei confronti del cinema italiano molti nuovi registi, e non solo americani, che si chiamino Coen o Tarantino (ma anche Coppola, Lucas e Spielberg) dopo il doveroso omaggio a Fellini quasi sempre fanno il nome di Sergio Leone. Scorsese ha dichiarato di aver visto 150 volte "C'era una volta il West".
Che Leone sia stato un anticipatore non c'e' dubbio, che sia stato il primo regista postmoderno non lo si scopre ora ma lo ha affermato anche uno del ramo come Jean Baudrillard. Ma il cinema di Leone e' stato anticipatore non solo di stili ma anche di rapporti col pubblico e strategie commerciali: dopo "Per qualche dollaro in piu'" il suo produttore Alberto Grimaldi procede con un'operazione inedita nel cinema italiano, un sondaggio demoscopico per capire se il western interessa ancora: l'80% degli intervistati risponde di si' e il budget di "Il buono il brutto il cattivo viene triplicato". Nasce soci' l'indagine demoscopica di mercato applicata al box office. Risultato: il secondo western dura 30 minuti piu' del primo, il terzo e' gia' di tre ore. "C'era una volta il west" dura un po' meno (salvo scoprire dieci anni dopo la morte di Leone una quarantina di minuti "scomparsi"). E forse l' ultimo progetto su Leningrado rimase vittima anche della sua ampiezza.
(ANSA) - WASHINGTON, 24 MAR - 'Ladri di biciclette', uno dei capolavori del neorealismo, e' considerato negli Usa uno degli esempi piu' alti del cinema italiano.Per questo motivo, in tempi di crisi, il New York Times consiglia ai suoi lettori di vederlo, o di rivederlo. Nella rubrica video sul sito del quotidiano, uno dei critici cinematografici del New York Times, Gabe Johnson, ha proposto oggi il lavoro di Vittorio De Sica come 'film del giorno'. Per Johnson il film esprime la societa' italiana per quel che era.