di Alessandro Vaccaro
Furio Scarpelli e i suoi bozzettiChi non ricorda lo strampalato piano ideato dai “Soliti ignoti” per rapinare il Monte di Pietà? O i soldati fifoni Busacca e Jacovacci che combattono “La grande guerra”? E ancora, “L’armata Brancaleone” con le sue geniali e divertenti invenzioni lessicali o la grande amicizia tra Pablo Neruda e “Il postino” Massimo Troisi? Sono solo alcuni capolavori del nostro cinema firmati dal giornalista e sceneggiatore romano Furio Scarpelli, uno dei padri della commedia all’italiana, che proprio oggi spegne 90 candeline e festeggia al teatro Bellini l’inaugurazione della mostra “Le passioni di Furio”, a cura di Silvia De Palma, Aurelio Gatti e Donatella Trotta. Le architetture a volta del foyer ospiteranno fino al 19 gennaio i numerosi e colorati bozzetti realizzati dall’artista. Un autentico archivio artigianale per un viaggio all’interno della creatività poliedrica di Scarpelli.
Non tutti sanno, infatti, che prima di approdare alla sceneggiatura cinematografica ha lavorato come disegnatore per alcune riviste di satira. Da ragazzo assorbe la stessa ironia dal padre, il napoletano Filiberto, che è stato a sua volta illustratore, giornalista e fondatore nel 1900 del settimanale “Il travaso delle idee”. Proprio con questo periodico, che per quasi settant’anni è stato una fucina di talenti dell’umorismo e della vignettistica, Furio muove i primi passi nel mondo del lavoro prima della Seconda guerra mondiale, coltivando una profonda passione per l’arte del raccontare attraverso le immagini e le parole. La sua creatività e il suo ingegno saranno messi al servizio della settima arte durante gli anni Quaranta, quando firma alcuni dei primi successi di Totò e dà vita, con lo scomparso Agenore Incrocci, al fortunato sodalizio artistico Age & Scarpelli. Insieme scriveranno per tre decenni alcuni capitoli importanti del cinema tricolore: da “I soliti ignoti” di Monicelli a “I mostri” di Risi, da “Signore & signori” di Germi a “C’eravamo tanto amati” di Scola, il duo ritrae per il grande schermo un campionario di personaggi alle prese con l’Italia del boom economico e degli anni di piombo, della ricostruzione e della disfatta, delle battaglie e dell’emancipazione femminile e meridionale. Tutto è raccontato attraverso una formula che sa coniugare la sensibilità dell’impegno e della denuncia civile alle modalità dell’intrattenimento leggero e per tutti.
Il 1980, anno d’uscita del film “La terrazza” di Scola, segna la fine della squadra formata con Age. Scarpelli prosegue autonomamente la propria attività, lavorando soprattutto con giovani registi come Enzo D’Alò, Francesca Archibugi e Paolo Virzì e collaborando spesso con il figlio Giacomo alla sceneggiatura dei film. Proprio per D’Alò il maestro ha firmato nel 2003 lo script del cartoon “Opopomoz”, ambientato a Napoli durante il periodo natalizio, che sarà proiettato al teatro Bellini domenica prossima alle 11.30. Un piccolo gioiello dell’animazione che conferma ancora una volta quanto sia profonda e leggera l’arte di Furio Scarpelli.
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www.teatrobellini.it
www.venitepastores.net
(napoli.repubblica.it, 19/12/09)
categoria:cinema, commedia, mostra, totò, mario monicelli, vittorio gassman, alberto sordi, peppino de filippo, Furio Scarpelli, furio scarpelli




Dino Risi al MoMA: al via la sesta edizione di 41° Parallelo, evento organizzato e promosso dal 2004 dal Napoli Film Festival e che lega sulla rotta immaginaria del medesimo parallelo le città di Napoli e New York.
I titoli scartati lo scorso anno erano davvero troppi: per questo la retrospettiva della 66esima Mostra di Venezia è intitolata ancora “Questi Fantasmi” ed è sempre dedicata ai capolavori dimenticati del cinema italiano.
Il prossimo lunedì sera presso il Cinema Teatro Gassman di Borgio Verezzi prende il via la 20^ Rassegna Cinematografica di Borgio Verezzi quest’anno dedicata a NINO MANFREDI, con la proiezione serale di sette pellicole d’epoca interpretate dall’attore.
A 50 anni di distanza dal Leone d'Oro (ex aequo con "Il generale Della Rovere" di Roberto Rossellini) ritorna alla Mostra di Venezia il capolavoro di Mario Monicelli "La grande guerra" (1959, 129') interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman, nella versione lunga ricostruita dalla Cineteca Nazionale con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno. Con la proiezione del film avra' luogo la preapertura della 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica in programma dal 2 al 12 settembre. La versione che verra' presentata in anteprima a Venezia e' stata resa possibile recuperando raffinate tecniche artigianali di sviluppo e stampa con la supervisione di Giuseppe Rotunno.
A Pesaro è partita l’edizione numero 45 di uno festival più significativi e strutturati a livello nazionale, una manifestazione tra le più cinefile, soprattutto per l’attenzione alle cinematografie meno conosciute e per il recupero storico, che si sviluppa anche attraverso convegni e pubblicazioni di qualità. Dal 21 al 29 giugno saranno molte le proposte che si svilupperanno nelle due sale storiche (il cinema Sperimentale e il cinema Astra) e le proiezioni serali in Piazza del Popolo.
L’evento speciale della 45. edizione è dedicato ad Alberto Lattuada, un autore di cui si parla poco ma che ha una sua specifica rilevanza. In quasi mezzo secolo di attività la filmografia del regista milanese può contare sulla realizzazione di 33 lungometraggi per il cinema e di alcune incursioni televisive. La retrospettiva è utile per rivedere successi e classici del nostro cinema come Il bandito (1946) con Anna Magnani e Amedeo Nazzari oppure Luci del varietà (1950) diretto insieme all’esordiente Federico Fellini. Tra i numerosi titoli si possono citare Il cappotto (1952), tratto dal racconto di Gogol, con Renato Rascel, Mafioso (1962) con Alberto Sordi, Venga a prendere il caffè… da noi (1970), dal romanzo di Piero Chiara, con Ugo Tognazzi. Ci sarà anche una proiezione speciale in piazza di Cuore di cane (1976), alla presenza della protagonista Eleonora Giorgi e del direttore della fotografia Lamberto Caimi.
Arte, cultura, cinema per ricordare il grande maestro del cinema: Federico Fellini. Anche quest'anno infatti la Fondazione intitolata al Maestro riminese rende gli omaggio con una serie di iniziative che si svolgeranno sulla spiaggia del Grand Hotel, scenario felliniano per eccellenza, e nel centro storico della citta' (Corte degli Agostiniani, Museo Fellini).
Il 18 luglio l'isola di Ischia sarà presentata a tutti i visitatori come la culla della dolce vita, complice un omaggio a Federico Fellini nel corso del gran galà del VII Global Film Music Fest.
Per essere ricordato Alberto Sordi non ha bisogno di anniversari: in questi giorni l'attore scomparso nel 2003 a 82 anni viene celebrato come se ci fossero obblighi di calendario, e frequentato come se fosse ancora tra noi. Sono usciti da poco un cd e un libro+dvd imperdibili: il primo con tutte le sue interpretazioni alla radio italiana, il secondo con le sue partecipazioni alle trasmissioni televisive e con il provino per il film Casanova di Fellini.
Totò temeva di essere messo in ombra da Alberto Sordi:così ha dichiarato Manuel De Sica compositore, musicista e scrittore, figlio del grande regista Vittorio De Sica alla presentazione del cd "La radio di Alberto Sordi. Comprendi l'importanza?", della collana discografica "Via Asiago 10". De Sica aggiunge che "erano i tempi di 'Americano a Roma' e Sordi mi disse di aver saputo che Totò aveva paura di lui. Si precipitò per tranquillizzarlo e gli disse 'Principe, ma cosa dice? Io per far ridere devo fare un sacco di facce, lei invece con quella maschera naturale non deve fare nulla!'". Il fratello dell'attore Christian racconta poi che per suo padre "Totò e Sordi erano i due unici grandi comici del cinema italiano" ed "entrambi erano abitati da demoni", cosa "un po' vera". E prosegue dichiarando che "è stato Vittorio De Sica a lanciare Alberto Sordi con 'Mamma mia che impressione', che non firmò, ma co-produsse con Alberto".
Manuel è "stato amico di Sordi, che si è sempre considerato il figlio di mio padre", e "prestò anche la voce a un personaggio minore di 'Ladri di biciclette', Alberto era un grande estimatore del neorealismo". Per De Sica, però, "mentre Totò non ha sofferto del declino del suo personaggio, perché scomparve, per Sordi fu diverso". Il musicista era presente "quando telefonò alla cassiera del cinema Fiamma 2 a Roma per dirle che avrebbe pagato lui i biglietti per riempire la sala dove proiettavano 'Nestore L'ultima corsa'. Pagava alle casse dei cinema perché restassero una settimana in più". Smentisce infine la sua fama di avaro: "Forse lo era all'inizio. Era molto ricco, tentò di scalare il gruppo Falk, ma non glielo permisero. Inizialmente voleva lasciare tutto ai preti, ma poi si rese conto che l'Aldilà non c'era. E decise di donare le sue cose per opere di beneficenza". Lo si apprende dall'Ansa.
Iris - - propone ai propri telespettatori un giugno di capolavori del cinema italiano. Una delle rassegne che accompagnano gli spettatori del canale free del digitale terrestre Mediaset sin dagli esordi, è Fellini & Co., una rassegna che vede protagonisti film d’autore in qualche modo legati alla figura di Federico Fellini.