In primo piano il cinema israeliano e la retrospettiva di Alberto Lattuada
A Pesaro è partita l’edizione numero 45 di uno festival più significativi e strutturati a livello nazionale, una manifestazione tra le più cinefile, soprattutto per l’attenzione alle cinematografie meno conosciute e per il recupero storico, che si sviluppa anche attraverso convegni e pubblicazioni di qualità. Dal 21 al 29 giugno saranno molte le proposte che si svilupperanno nelle due sale storiche (il cinema Sperimentale e il cinema Astra) e le proiezioni serali in Piazza del Popolo.
Ci sarà, innanzitutto, la sezione in concorso il cui premio è dedicato alla memoria di Lino Miccichè, fondatore e storico direttore del festival. A decidere il vincitore sarà una giuria formata dall’attrice Valentina Cervi, dal regista Luca Guadagnino e dal critico cinematografico Roberto Nepoti. Il concorso è rappresentato da sette proposte con pellicole provenienti da tutto il mondo, tra le quali spiccano una produzione italo-austriaca Non è ancora domani (La pivellina) di Tizza Covi e Rainer Frimmel (un’opera che volge uno sguardo sugli emarginati della nostra società) e la docu-fiction Fixer: The Taking of Ajmal Naqshbandi di Ian Olds che segue la collaborazione tra il giornalista afgano Ajmal Naqshbandi e quello americano Christian Parente. Durante le riprese Ajmal viene rapito insieme a Daniele Mastrogiacomo, inviato di Repubblica.
Quest’anno l’ospite d’onore del festival è il cinema israeliano contemporaneo con la presentazione di una ventina di opere tra lungometraggi di finzione, documentari e documentazioni storiche. Saranno presentati film di autori vecchi e nuovi, noti e meno noti, per scoprire la vitalità di un mondo che in Italia è poco conosciuto. L’iniziativa della Mostra di Pesaro è quindi un’importante occasione da non perdere per aprire una finestra su una cinematografia contrassegnata da temi scottanti e complessi che saranno analizzati anche in un importante convegno.
L’evento speciale della 45. edizione è dedicato ad Alberto Lattuada, un autore di cui si parla poco ma che ha una sua specifica rilevanza. In quasi mezzo secolo di attività la filmografia del regista milanese può contare sulla realizzazione di 33 lungometraggi per il cinema e di alcune incursioni televisive. La retrospettiva è utile per rivedere successi e classici del nostro cinema come Il bandito (1946) con Anna Magnani e Amedeo Nazzari oppure Luci del varietà (1950) diretto insieme all’esordiente Federico Fellini. Tra i numerosi titoli si possono citare Il cappotto (1952), tratto dal racconto di Gogol, con Renato Rascel, Mafioso (1962) con Alberto Sordi, Venga a prendere il caffè… da noi (1970), dal romanzo di Piero Chiara, con Ugo Tognazzi. Ci sarà anche una proiezione speciale in piazza di Cuore di cane (1976), alla presenza della protagonista Eleonora Giorgi e del direttore della fotografia Lamberto Caimi.
Da segnalare, inoltre, la sezione “Bande à part” che si muove al confine tra fiction e documentario attraverso i nuovi territori della sperimentazione e la presenza del regista Marco Bellocchio per una lezione di cinema dove parlerà del suo rapporto con la musica.
(www.nonsolocinema.com, 23/06/09)