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Quale regista ha saputo "raccontare" meglio Anna Magnani?
Mario Bonnard (CAMPO DE' FIORI)
Mario Camerini (MOLTI SOGNI PER LE STRADE, SUOR LETIZIA)
Renato Castellani (NELLA CITTA' L'INFERNO)
George Cukor (SELVAGGIO E' IL VENTO)
Vittorio De sica (TERESA VENERDI')
Federico Fellini (ROMA)
Alfredo Giannetti (1943: UN INCONTRO, LA SCIANTOSA, L'AUTOMOBILE, CORREVA L'ANNO DI GRAZIA 1870)
Nanni Loy (MADE IN ITALY)
Sidney Lumet (PELLE DI SERPENTE)
Daniel Mann (LA ROSA TATUATA)
Mario Mattoli (ASSUNTA SPINA)
Mario Monicelli (RISATE DI GIOIA)
PierPaolo Pasolini (MAMMA ROMA)
Jean Renoir (LA CARROZZA D'ORO)
Gennaro Righelli (ABBASSO LA MISERIA, ABBASSO LA RICCHEZZA)
Roberto Rossellini (ROMA CITTA' APERTA, L'AMORE)
Luchino Visconti (BELLISSIMA, SIAMO DONNE)
Luigi Zampa (L'ONOREVOLE ANGELINA)
  
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domenica, 30 agosto 2009
286_1I titoli scartati lo scorso anno erano davvero troppi: per questo la retrospettiva della 66esima Mostra di Venezia è intitolata ancora “Questi Fantasmi” ed è sempre dedicata ai capolavori dimenticati del cinema italiano.
Il programma, elaborato da Sergio Toffetti con la Mostra e il Centro Sperimentale di Cinematografia, è fittissimo. Si va da La Viaccia di Mauro Bolognini (’61) ad Anni Facili di Luigi Zampa (’53), passando per il restaurato Galileo (’69) di Liliana Cavani. Non mancano Break Up e L’uomo dei 5 palloni di Marco Ferreri, La rimpatriata di Damiano Damiani, Ragazze in vetrina di Luciano Emmer, La mano dello straniero di Mario Soldati, Un tranquillo posto in campagna di Elio Petri e Il tramontana di Adriano Barbano.
Fra le sorprese figurano I sogni muoiono all’alba, unica regia di Indro Montanelli (’66) e film di maestri o artigiani (Giorgio Simonelli, Carmine Gallone, Antonio Leonviola, Vittorio Cottafavi). Verrà reso omaggio anche a Pasquale Squitieri, Marco Vicario, Salvatore Samperi (ricordato dal documentario di Antonello Sarno e da Uccidete il vitello grasso e Arrostitelo), Tinto Brass (Nerosubianco, Hotel Courbet), Francesco Pasinetti e Glauco Pellegrini con i suoi ritratti d’artista su Mario Schifano (Umano non umano) e Ivo Perilli (Margherita fra i tre). Grande curiosità per Nudi per vivere (’64) di Elio Montesti, pseudonimo dietro cui si nascondevano Elio Petri, Giuliano Montaldo e Giulio Questi.
Anche le Giornate degli Autori vantano restauri eccellenti, come I Magliari di Francesco Rosi, con Alberto Sordi, e Vittorio D, di Annarosa Morri e Mario Canale, sull’indimenticabile Vittorio De Sica. E si aspetta la copia restaurata (da Aurelio De Laurentiis con la Cineteca Nazionale) del capolavoro di Mario Monicelli, La Grande Guerra, prodotto da Dino De Laurentiis, che partecipò anche alla sceneggiatura, firmata da Age & Scarpelli. Nel cast Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Silvana Mangano, Bernard Blier, Tiberio Murgia, Romolo Valli, Tiberio Mitri, Nicola Arigliano, Folco Lulli e Ferruccio Amendola. Il personaggio di Sordi fu introdotto per l’insistenza di De Laurentiis, che temeva di veder impoverito il lato comico dell’opera.
R.Bott.

(www.ilmessaggero.it, 30/08/09)
domenica, 23 agosto 2009
A Venezia rivive la Dolce Vita

anna magnani_smallLa Roma rinata del dopoguerra veniva «pacificamente occupata» dalle troupe cinematografiche statunitensi, nella capitale sbarcavano attori, registi, sceneggiatori. Di giorno si lavorava sui set, di notte impazzavano le feste, gli amori, i litigi. Esotismi e stravaganze di star s’infrangevano sulla barriera dell’immarcescibile ironia capitolina. La capitale macinava tutto, metabolizzava, e poi restituiva divi addomesticati dal fascino della pastasciutta, stelle rapite dai latin lover nostrani, intellettuali pensosi piegati dal fattivo ottimismo.
L’obiettivo di Marco Spagnoli, 39 anni, giornalista e critico cinematografico, autore del documentario «Hollywood sul Tevere», in programma alla Mostra di Venezia nella sezione «Controcampo italiano», è realizzare «un viaggio visivo postmoderno all’interno di due decadi che hanno cambiato per sempre la storia del cinema italiano e internazionale».

Sei mesi di lavoro nel ricchissimo archivio digitalizzato di Cinecittà Luce, un’immersione totale in un mare di Cinegiornali, fotografie, filmati, immagini tutte originali, non sfruttate, centrate sul tema dello scambio fra culture. Oggi le star che arrivano nella capitale vivono inscatolate dentro i severissimi «schedule» degli uffici stampa, interviste come alla catena di montaggio, spostamenti blindati, nessuna possibilità di stabilire contatti con la vita vera della città. Ieri era diverso. Succedevano cose straordinarie: «Brigitte Bardot se ne andava a visitare Cerveteri, Audrey Hepburn veniva accompagnata all’aeroporto a bordo di una navetta carica di gente, Kim Novak andava a trovare Anna Magnani sul set...».

La contaminazione produceva idee, rapporti, progetti. Ma non solo: «Succedeva che Alberto Moravia andasse alla prima della Bardot e che Giorgio De Chirico venisse invitato alla proiezione di Storia di una monaca».

La voce di Daniela Cavallini e le musiche di Pivio e Aldo De Scanzi accompagnano le sequenze del film, dall’inizio, con Cinecittà che mostra i muri crivellati dai colpi, alla fine, con le star che fanno dietrofront e lasciano la capitale sulle note di «Arrivederci Roma». In mezzo si vedono i set di Vacanze romane, Ben Hur, Cleopatra, si ascoltano interviste inedite come quella in cui Ingrid Bergman descrive l’impatto con Rossellini e il neorealismo: «Per me era terribilmente difficile recitare in quel modo dopo essere stata dieci anni a Hollywood... Ero molto viziata, in Italia dovevo arrangiarmi da sola».

La mania dei «peplum» è descritta con il giusto distacco ironico, gli americani, si dice, sono venuti a «massacrare la storia dell’Antica Roma». Ma l’operazione funziona, i romani sanno accogliere le star nel modo più accattivante, Charlie Chaplin si dichiara «toccato dalla meravigliosa ospitalità», Esther Williams balbetta faticosamente qualche parola in italiano, Sean Connery risponde imperturbabile alle domande sul successo con le donne: «Ci vuole tatto, molto tatto». Con Cleopatra, film da venti miliardi di lire, inizia il declino dello studio system e la tv inizia a stringere il cinema nel suo abbraccio mortale: «Negli studios il baricentro degli affari si sposta sulla televisione, Cinecittà è progressivamente abbandonata, viene a mancare l’impulso industriale e le sale entrano in crisi». A parte Federico Fellini che continua, finché può, a creare nel leggendario teatro 5, gli autori del nostro cinema smettono di lavorare negli stabilimenti della Tuscolana, diventati nel frattempo troppo dispendiosi: «Così si entra nell’era del cinema due camere e cucina». Dopo l’anteprima veneziana, «Hollywood sul Tevere» andrà in onda su Studio Universal (che l’ha coprodotto) e poi inizierà la sua vita in dvd, con la possibilità, non troppo remota, che Spagnoli si metta all’opera per realizzare un sequel.

FULVIA CAPRARA

(www.lastampa.it, 23/08/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 13:28 | Link | commenti
categoria:italia, cinema, venezia, gregory peck, anna magnani
sabato, 22 agosto 2009
Il prossimo lunedì sera presso il Cinema Teatro Gassman di Borgio Verezzi prende il via la 20^ Rassegna Cinematografica di Borgio Verezzi quest’anno dedicata a NINO MANFREDI, con la proiezione serale di sette pellicole d’epoca interpretate dall’attore.
La Rassegna è organizzata dal Comune di Borgio Verezzi con il sostegno della Provincia di Savona.
La scelta artistica per il 2009 è caduta sull’attore scomparso nel 2004, indimenticato e ancora molto amato dal pubblico per le sue straordinarie interpretazioni: attore, regista e sceneggiatore italiano, Insieme con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman costituì una delle colonne portanti della “commedia all’italiana.”
In linea con la consolidata tradizione della rassegna che vuole come protagonista un attore del cinema italiano che abbia lavorato anche in teatro, la scelta di Manfredi va ben oltre il binomio e offre al pubblico uno dei maggiori interpreti della cinematografia italiana che si è confrontato (sempre ad altissimi livelli) con tutti gli svariati linguaggi dello spettacolo: dal cinema alla prosa e al musical, dal doppiaggio alla radio, dalla televisione alla canzone.

Ecco nel dettaglio il programma delle proiezioni (ore 21,15 - ingresso libero):

Lunedì 24 agosto
Per grazia ricevuta (1971) di Nino Manfredi
Con Mariangela Melato, Delia Boccardo, Lionel Stander, Nino ManfrediMartedì 25 agosto
Venezia, la luna e tu (1958) di Dino Risi
Con Nino Manfredi, Alberto Sordi, Riccardo Garrone, Marisa Allasio,continua»
Ingebor Schoener, Anna Campori, Giuliano Gemma, Mimmo Poli

Mercoledì 26 agosto
A cavallo della tigre (1961) di Luigi Comencini
Con Nino Manfredi, Mario Adorf, Valeria Moriconi, Gian Maria Volonté, continua»
Raymond Bussières, Franco Giacobini

Giovedì 27 agosto
Io, io, io … e gli altri (1965) di Alessandro Blasetti
Con Nino Manfredi, Vittorio De Sica, Walter Chiari, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, continua»
Vittorio Caprioli, Mario Pisu, Elisa Cegani, Silvana Mangano, Marisa Merlini, Franca Valeri

Venerdì 28 agosto
Io la conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli
Con Nino Manfredi, Mario Adorf, Enrico Maria Salerno, Ugo Tognazzi, Stefania Sandrelli
«continua
Jean-Claude Brialy, Joachim Tuchsberger, Franco Fabrizi, Barbara Nelli, Franca Polesello, Sandro Dori, Solvi Stubing, Franco Nero, Robert Mark, Turi Ferro, Karin Dor, Claudio Volonté, Véronique Vendell, Joachim Fuchsberger, Franco Bracardi, Claudio Camaso, Cesarino Miceli Picardi, Renato Terra, Robert Hoffmann

Sabato 29 agosto
Pane e cioccolata (1974) di Franco Brusati
Con Nino Manfredi, Paolo Turco, Gianfranco Barra, Tano Cimarosacontinua», Ugo D’Alessio, Johnny Dorelli, Umberto Raho, Giorgio Cerioni, Anna Karina

Domenica 30 agosto
Brutti, sporchi e cattivi (1975) di Ettore Scola
Con Nino Manfredi, Marcella Michelangeli, Marcella Battisti, Francesco Crescimone, Silvia Ferluga, Zoe Incrocci, Adriana Russo
�
Tutte le pellicole sono state concesse dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale di Roma che da ormai molti anni collabora con il nostro Comune per la realizzazione della Rassegna cinematografica estiva.
Il prof. Claudio Bertieri ha curato anche la pubblicazione del Catalogo della rassegna, con biografia critica dell’attore, filmografia, introduzione e una breve scheda per ogni film proiettato: il volume sarà distribuito gratuitamente al pubblico durante la Rassegna.

A proposito della Rassegna….

La Rassegna Cinematografica di Borgio Verezzi, nata nel 1984 e giunta nel 2008 alla sua 19^ edizione, ogni estate offre al pubblico una retrospettiva monografica dedicata a singoli attori cinematografici del panorama artistico italiano degli anni Quaranta/Settanta, proponendo una serie di proiezioni di pellicole scelte all’interno della carriera cinematografica del protagonista (a volte inserendo titoli rari e poco noti al grande pubblico) capaci di mostrare uno spaccato della società e cultura italiane dell’epoca.
L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la cultura cinematografica italiana con particolare riferimento al cinema del secondo dopoguerra: in questo senso la Rassegna borgese rappresenta un “unicum” sul territorio provinciale.
Negli ultimi anni i protagonisti delle rassegne sono stati: Alida Valli, Gino Cervi, Amedeo Nazzari, Vittorio Gassman, Totò, Marcello Mastroianni, Anna Magnani, Ugo Tognazzi, i tre fratelli De Filippo, Aldo Fabrizi, Raf Vallone. Le ultime edizioni della rassegna hanno registrato un notevole aumento di interesse da parte del pubblico di ogni età e provenienza (residenti e turisti), riscuotendo grande successo di presenze (nell’edizione 2008 sono stati più di 2100 gli spettatori della rassegna) e una buona eco sui media locali e nazionali.


(www.ilponente.com, 21/08/09)
mercoledì, 19 agosto 2009
Circa un anno fa abbiamo iniziato, con la Surf e LA7, a pensare un documentario su Vittorio De Sica. A differenza dei nostri lavori precedenti e per evidenti ragioni anagrafiche, De Sica è morto nel 1974, non potevamo contare sul nostro archivio. Si trattava quindi di cercare e utilizzare quasi esclusivamente interviste a De Sica realizzate da altri per progetti completamente diversi dal nostro. Una seconda difficoltà è stata rendere la vastità di De Sica: forse il più prolifico e poliedrico attore e regista del cinema italiano. Una straordinaria carriera durata cinquant’anni: attore giovane di teatro, cantante, star del cinema dei telefoni bianchi, raffinato protagonista del cinema internazionale, fondatore con Zavattini, Rossellini e Visconti del Neorealismo. Capace di attraversare gli anni della guerra, della ricostruzione, del boom la commedia degli anni ‘60 fino agli anni ‘70, rinnovando continuamente la sua cifra registica e continuando nel contempo uno straordinario lavoro di attore.
La vera domanda era: come evitare di smarrirsi in questo oceano? La risposta è stata quella di cercare cosa rimane, oggi, di Vittorio De Sica e quanto il cinema è stato capace di assorbire e utilizzare la sua lezione.
Per questo motivo abbiamo cercato di articolare “Vittorio D.” attorno a quattro
cardini:
1- De Sica si racconta – Vittorio De Sica parla di sé e del suo cinema attraverso documenti di repertorio, in questo siamo stati aiutati dal bellissimo ritratto che aveva realizzato Giulio Macchi nel 1960.
2- I Ricordi – testimonianze dei tre figli, degli attori, dei registi e dei collaboratori dei suoi film.
3- Cosa rimane – interventi di grandi registi italiani e stranieri sulla lezione di cinema di De Sica.
4- Lezioni di regia – attraverso alcune lettere dal set scritte alla figlia Emi, Vittorio De Sica svela il suo “metodo” in una sorta di diario di lavorazione quotidiano denso di notazioni artistiche ed umane che ne rivelano la grandezza e la straordinaria umanità.
Per realizzare questo documentario abbiamo intervistato più di 40 persone tra Italia, Francia, Inghilterra e Stati Uniti trovando quasi sempre, anche tra le star più importanti, una grandissima disponibilità.
Poi arriva il momento magico in cui la forma è presa e ci sembra di aver, ancora una volta, dato il nostro piccolo contributo nel ricordare quanto grande è stato il nostro cinema. Pensando al calibro e allo spessore umano e professionale che aveva uno come De Sica ci si riconcilia un po’ e forse si torna anche un po’ a sperare.
Nel nostro lavoro siamo stati aiutati oltre che dai nostri collaboratori e dai produttori della Surf e di LA7: Massimo Vigliar, Elena Francot e Freddy Moroni, anche da amici preziosi come: Silvia Bizio e Massimo Lozza negli Stati Uniti. A Londra Annalisa Piras e a Parigi Jean Gili.
In particolare vogliamo ringraziare Emi e Manuel e Christian De Sica senza i quali questo documentario non sarebbe stato possibile.

Mario Canale e Annarosa Morri

(www.cinemaitaliano.info, 18/08/09)
postato da: corsaroazzurro alle ore 19:49 | Link | commenti
categoria:cinema, documentario, neorealismo, vittorio de sica
mercoledì, 12 agosto 2009
Anna_Magnani_in_Mamma_Roma_1962Houston - Il Museum of Fine Arts di Houston presenta ‘Signore & Signore', una speciale rassegna cinematografica dedicata alle dive del cinema italiano, giunta quest'anno alla quarta edizione. Saranno proiettate 14 pellicole con performance di attrici del calibro di Anna Magnani (Roma città aperta, 1945 di Roberto Rossellini), Gina Lollobrigida (Pane, amore e fantasia, 1953 di Luigi Comencini), Tina Pica (La nonna Sabella, 1957 di Dino Risi), Sofia Loren (La Ciociara, 1960 di Vittorio De Sica), Claudia Cardinale (Il Gattopardo, 1963 di Luchino Visconti), Giulietta Masina (Giulietta degli spiriti, 1965 di Federico Fellini) e molte altre.

"Attrici come Gina Lollobrigida, Sophia Loren e Anna Magnani - si legge nel sito del Museum of Fine Arts di Houston - con i loro corpi mozzafiato e le loro maniere dirette hanno contribuito alla rappresentazione della sensualità nel cinema del dopoguerra, definendo un'immagine di femminilità tanto appassionata emotivamente quanto rigogliosa fisicamente".

Prima di approdare a Houston, la rassegna viene presentata presso prestigiose istituzioni nordamericane quali Gene Siskel Film Center, Chicago; AFI Silver Cinema, Maryland; Vancouver Cinemathèque e Cinemathèque Ontario, Toronto. L'evento è organizzato dal Museum of Fine Arts in collaborazione con il MAE, Cinecittà Luce, il Consolato Generale d'Italia a Houston e l'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.

 

(www.newsitaliapress.it, 11/08/09)