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Una serata dedicata allo stile delle dive Anni '50 e '60, da Anna Magnani a Silvana Mangano a Audrey Hepburn, sul filo rosso dell'alta moda firmata Maison Gattinoni. E' quella che riserba domani sera "L'Onda della Moda", la manifestazione che si terrà alle 21.30 al Porto Turistico di San Felice Circeo realizzata grazie al contributo dell'assessorato alla Piccola e Media Impresa della Regione Lazio e del Comune del Circeo. Sarà la mitica Hollywood sul Tevere, attraverso le dive italiane e straniere più famose degli Anni Cinquanta e Sessanta, a fare da fil rouge all'evento che si aprirà con una sfilata di quattro abiti dell'archivio storico di Gattinoni realizzati dalla Maison per Anna Magnani.
Il vincitore assoluto della XXI edizione del Premio verrà proclamato il 24 luglio Circeo, al via la Fiera del LibroIn uscita il libro "Anna Magnani" di Chiara Ricci. Una novità delle Edizioni Sabinae.
Un omaggio, una dimostrazione di affetto ad una delle più grandi attrici del Novecento.
Un’analisi in bilico tra arte e vita, cinema e teatro, realtà e finzione. Un’analisi di film e di personaggi nati come creature teatrali e divenuti come per magia gemme del nostro cinema e parte dei nostri ricordi.
Uno sguardo posato sulla vita, sulla carriera e sulla sincerità di una donna che ha fatto di sé inconsapevolmente l’essenza della sua arte.
“Ma io non so nemmeno se lo sono, un’attrice…cosa vuol dire essere un’attrice? Io una sera sono in un modo, una sera sono in un altro. Un’attrice dovrebbe essere tutte le sere uguale. Ma io non so giudicarmi. Confesso francamente che se mi chiedessero di dare un’opinione su me stessa, non saprei darla…la lascerei dare ad altri”.
(www.nonsolocinema.com, 18/07/2009)
Dal 2 al 12 settembre al Primo Piano del Palazzo del Cinema
Da La strada di Fellini a La grande guerra di Monicelli, da Il grido di Antonioni a Senso di Luchino Visconti, da Stromboli di Rossellini a Le ragazze di San Frediano di Zurlini. Se prima della guerra era abbastanza raro, anche se non del tutto inusuale, che il cinema italiano uscisse dai teatri di posa, nell’immediato dopoguerra, sulla spinta estetico-produttiva del Neorealismo, non solo è sceso nelle strade e nelle piazze, ma ha cominciato a muoversi lungo tutta la Penisola. Una pratica che, per circa un ventennio, ha contagiato non solo i film neorealisti, ma anche commedie e melodrammi, cinema popolare e cinema d’autore.
E’ inseguendo questo suo peregrinare che è nata la mostra “Viaggi in Italia. Set del cinema italiano 1941-1959”, allestita dal 2 al 12 settembre al Lido di Venezia, al primo piano del Palazzo del Cinema, durante la 66ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.
La mostra fotografica, promossa dal Centro Cinema Città di Cesena insieme alla Fototeca della Cineteca Nazionale, la Biennale di Venezia e la Regione Emilia-Romagna, raccoglie una cinquantina di scatti in bianco e nero (di diverso formato, compresa una gigantografia) che documentano alcuni film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale, girati nel periodo 1941-1959 dai più grandi registi di tutti i tempi. Si tratta di pellicole realizzate in tempi e modalità diverse che hanno come set le vie e le piazze di tutta la Penisola, fatta esclusione per Roma (questo in quanto i moltissimi film girati nella Capitale sono già stati oggetto in passato di approfondite ricerche).
Le foto provengono dall’archivio del Centro Cinema di Cesena, che da anni riserva una particolare attenzione alla fotografia di scena. Grazie agli archivi storici acquisiti con le donazioni ricevute da archivi e fondi di importanti personaggi legati al cinema (Antonio Pietrangeli, Gian Vittorio Baldi, Vittorio Bonicelli) e alla fotografia (Vittorugo Contino, Divo Cavicchioli) e grazie al fondo del concorso nazionale per fotografi di scena CliCiak, quest’anno alla sua 12ª edizione, il patrimonio del Centro Cinema conta attualmente circa 100.000 fotografie di scena, tra stampe e negativi.
Insieme a queste, in mostra al Lido ci sono le foto provenienti dalle preziose raccolte fotografiche della Cineteca Nazionale, insieme alle testimonianze fotografiche depositate presso altri archivi che sono state scelte per documentare alcuni film ritenuti particolarmente significativi.
La mostra intende raccontare, attraverso le immagini scattate sui set da quasi tutti i migliori fotografi di scena attivi in quel periodo, un cinema dove i personaggi vengono meno in favore degli “uomini”, e dove la macchina da presa scende nelle strade e nelle piazze, a compiere un lungo viaggio sentimentale che dalla Sicilia arriva fino alla Valle d’Aosta.
Al Palazzo del Cinema saranno esposte le fotografie di scena dei seguenti film: Piccolo mondo antico (1941) di Mario Soldati, Ossessione (1942) di Luchino Visconti, Il miracolo episodio de L’amore (1947) di Roberto Rossellini, Cielo sulla palude (1949) di Augusto Genina, Stromboli (1950) di Roberto Rossellini, I) figli di nessuno (1951) di Raffaello Matarazzo, La leggenda di Genoveffa (1952) di Arthur Maria Rabenalt, Carne inqiueta (1952) di Silvestro Prestifilippo e Carlo Musso, Giorni d’amore (1952) di Giuseppe De Santis, Gelosia (1953) di Pietro Germi, Senso (1954) di Luchino Visconti, La strada (1954) di Federico Fellini, Le ragazze di San Frediano (1954) di Valerio Zurlini, Proibito (1954) di Mario Monicelli, Orient Express (1955) di Carlo Ludovico Bragaglia, Casta diva (1955) di Carmine Gallone, Le amiche (1955) di Michelangelo Antonioni, Nata di marzo (1957) di Antonio Pietrangeli, Il grido (1957) di Michelangelo Antonioni, Il medico e lo stregone (1957) di Mario Monicelli, Racconti d’estate (1958) di Gianni Franciolini, La sfida (1958) di Francesco Rosi, La grande guerra (1959) di Mario Monicelli.
Le fotografie sono firmate da Francesco Alessi, Rosario Assenza, Bruno Bruni, Osvaldo Civirani, Ermanno Consolazione, Vincenzo Palmirani, Pierluigi, G.B. Poletto, Huguette Ronald, Paul Ronald, Sergio Strizzi.
Con questa mostra il Centro Cinema Città di Cesena per il settimo anno consecutivo porta nella preziosa cornice del Lido di Venezia una mostra di foto di scena: fra le precedenti edizioni si ricordano nel 2006 quella dedicata a Roberto Rossellini, nel 2007 quella sul Western all’italiana e nel 2008 quella dedicata ad Anna Magnani.
La mostra, curata da Antonio Maraldi del Centro Cinema Città di Cesena e da Simona Pera della Cineteca Nazionale, sarà accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese), curato da Antonio Maraldi e Simona Pera, in cui oltre alle foto sono riportati il dizionario dei film, il dizionario dei fotografi e due interviste inedite a Mario Monicelli e Paul Ronald.
(www.eosarte.eu, 14/07/09)
Una retrospettiva omaggio ad Anna Magnani sarà tra gli eventi della prossima edizione del Jerusalem Film Festival che si terrà dal 9 al 18 luglio prossimi.
Stromboli è una delle icone del paesaggio siciliano.
Da questo radicato rapporto fra Stromboli e la storia del cinema nasce oggi il progetto di un Museo del Cinema di Stromboli, come luogo ideale dove raccogliere e restituire all’isola la memoria cinematografica del suo presente e promuovere iniziative legate al cinema eoliano, come l’attuale progetto espositivo Stromboli a Stromboli – 60 anni di cinema in mezzo al mare dedicato al 60° anniversario di Stromboli – Terra di Dio di Rossellini.
Manca poco al via della sesta edizione del Festival cinematografico “Eolie in Video”, promosso dal Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani in collaborazione con il partner commerciale Mini Bmw Italia, che si svolgerà dal 21 al 25 Luglio presso i Giardini del Centro Studi e l’Anfiteatro del Castello di Lipari.
Tra gli ospiti segnaliamo il regista Carlo Mazzacurati (una carriera di grande respiro, da “Notte Italiana” a “Vesna va veloce”, da “Il Toro” a “La giusta distanza”) che sarà Presidente di Giuria e terrà una lezione su “Cinema e giornalismo” prevista per il 24 luglio, alla presenza degli studenti universitari del DAMS di Messina, e Lidia Ravera, giornalista e scrittrice italiana, autrice del bestseller “Porci con le ali” e di numerose sceneggiature.
Toronto - Approda in Canada la retrospettiva dedicata alle attrici che hanno fatto grande il cinema italiano del dopoguerra. Dal 10 luglio al 21 agosto Signore and Signore: leading ladies of the italian cinema sarà a Toronto dopo aver raccolto le lodi della critica in Europa e negli Stati Uniti. La rassegna, che comprende una notevole varietà di stili, sarà inaugurata da Sophia Loren con la sua intensa interpretazione di Cesira nel film diretto da Vittorio De Sica La Ciociara (1960), dove la Loren è una giovane vedova che fugge dai bombardamenti alleati di Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra le altre dive nostrane figura anche Claudia Cardinale sia come sensuale cantante di un nightblub sedotta e abbandonata da un facoltoso playboy ne La ragazza con la valigia (1960) di Valerio Zurlini, che come personaggio barocco ed incestuoso nel film Vaghe stelle dell'Orsa (1965) di Luchino Visconti. Giulietta Masina compare in ben tre ruoli, sempre al fianco dell'amato marito e regista Federico Fellini: come Cabiria, una giovane ed ingenua prostituta romana messa in ridicolo da un gruppo di donne di strada, preti e attrici cinematografiche nel film Le notti di Cabiria (1957); come la trovatella Gelsomina, venduta dalla madre per un piatto di pasta ad un artista circense in un altro capolavoro di Fellini, La Strada (1954); e come sola e vulnerabile casalinga nella sua villa fuori Roma nella stravagante prospettiva di Giulietta degli spiriti (1965).Ed ancora tra le protagoniste della retrospettiva, Anna Magnani nelle vesti di Pina, una generosa vedova in attesa il cui compagno offre rifugio a un leader della Resistenza in fuga dalla Gestapo nel film di Roberto Rossellini Roma città aperta (1945). Monica Vitti, che offrendo una meravigliosa parodia delle eroine ritratte da Antonioni, appare come fioraia che si ritrova nel bel mezzo del triangolo della classe lavoratrice nel film di Ettore Scola Dramma della gelosia (1970); ed infine Stefania Sandrelli come Adriana, l'ingenua bella ragazza che mira a trasferirsi dal suo piccolo villaggio a Roma per diventare una star in La conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli, un ironico e a tratti amaro ritratto di una donna alle prese con la modernità.
Senza dimenticare altre grandi attrici come Silvana Mangano in Teorema (1968) di Pier Paolo Pasolini, la divertente Mariangela Melato diretta da Lina Wertmuller in Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Sylvia Koschina ne La nonna Sabella (1957) di Dino Risi, che guiderà anche Franca Valeri ne Il vedovo (1959), Alida Valli in Piccolo mondo antico (1941) diretto da Mario Soldati, Lucia Bosè in Muerte de un ciclista 1955) di Juan Antonio Bardem, Sandra Milo in Vanina Vanini (1961) di Roberto Rossellini, per finire con Gina Lollobrigida nella commedia dolce-amara di Luigi Comencini Pane, amore e fantasia (1953).
Inaugurata nel Fiordo di Furore la casa museo di Anna Magnani per la gioia degli ammiratori di Nannarella e dei turisti di passaggio in Costiera Amalfitana.