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Vittorio De sica (TERESA VENERDI')
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Alfredo Giannetti (1943: UN INCONTRO, LA SCIANTOSA, L'AUTOMOBILE, CORREVA L'ANNO DI GRAZIA 1870)
Nanni Loy (MADE IN ITALY)
Sidney Lumet (PELLE DI SERPENTE)
Daniel Mann (LA ROSA TATUATA)
Mario Mattoli (ASSUNTA SPINA)
Mario Monicelli (RISATE DI GIOIA)
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Jean Renoir (LA CARROZZA D'ORO)
Gennaro Righelli (ABBASSO LA MISERIA, ABBASSO LA RICCHEZZA)
Roberto Rossellini (ROMA CITTA' APERTA, L'AMORE)
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martedì, 20 maggio 2008
2777-magnaniQuando esattamente tre mesi fa  ho deciso di partire con questo progetto avevo immaginato questo blog come un treno che doveva percorrerre i binari della nostra memoria, del nostro glorioso cinema, ricco di grandi suggestioni e di indimenticabili miti, primo fra tutti Anna Magnani. Su questo treno doveva e poteva salirci chiunque. Doveva solo acquistare il biglietto della curiosità per poter intraprendere il viaggio e raccogliere in questo  frammenti di un proprio passato, di una identità dimenticata, di quello che aveva ereditato, da poter mettere nellla propria valigia delle esperienze e da poter portare nel proprio futuro. Questo perchè sono sempre stato convinto che non c'è futuro senza passato. Oggi questo treno si ferma. Si ferma in una stazione vuota, piccola e che sembra quasi abbandonata, tipo quelle stazioni che spesso si incontrano nei piccoli paesi della provincia italiana.  Poca gente è salita su questo treno, forse per colpa del suo capotreno, forse perchè il viaggio non era davvero così interessante. Non si sa se ripartirà o se rimarra un vecchio treno abbandonato, truccato dai graffiti e abbracciato dalle erbacce. Questo non lo sa neanche il suo capotreno. Peccato per quei pochi viaggiatori che erano saliti e che forse erano curiosi di sapere dove li avrebbe portati questo viaggio. Comunque quando un treno non funziona la colpa maggiore è del capotreno. Biosgna essere sempre presenti, controllare che tutti paghino il biglietto e che chiunque salga viaggi bene, comodo e sicuro. Questo capotreno forse oggi è un pò stanco, forse deve prendersi un pò di tempo per pensare  e magari fra qualche tempo se riesce a trovare le energie rimette il treno a nuovo, lo ripulisce, lo lucida e riparte...per il momento il treno deve fermarsi...
postato da: corsaroazzurro alle ore 23:16 | Link | commenti (2)
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giovedì, 15 maggio 2008

L'ultimo amore della Magnani, Ruggeri: "Una storia importante"

"La conobbi nel 1965, io avevo venti anni meno di lei. Ci incontrammo alle prove de 'La Lupa' di Zeffirelli. Del futuro non parlavamo, ci piacevamo e questo bastava", confessa Ruggeri. La loro storia durò cinque anni

La Magnani e Ruggeri in "correva l'anno di grazia 1870"

Roma, 13 Maggio 2008 - E' stato Osvaldo Ruggeri l'ultimo amore di Anna Magnani, l'attrice italiana di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. "Quando la conobbi nel 1965, io avevo venti anni meno di lei. Ci incontrammo alle prove de 'La Lupa' di Zeffirelli. Durante il giorno provavamo e la sera io e Anna andavamo a ballare e successe. La mia fidanzata se ne accorse - ha dichiarato l'attore attualmente impegnato in teatro con la commedia 'Due gemelli veneziani' - e per me furono guai".

La relazione durò cinque anni. "Diventò un amore importante per me. Del futuro non parlavamo, ci piacevamo e questo bastava. Poteva essere di una gentilezza squisita e di una cafonaggine folle. Fisicamente non si curava, era semplice", prosegue.
Fra le confidenze che ricevette da Anna, il mancato perdono a Massimo Serato per non aver voluto riconosce il figlio Luca. "Il patto fu : io ti lascio in pace, tu mi riconosci Luca", rivela.
Sulla storia con Roberto Rossellini: "Anna mi disse che non era stato un grande amore . La cosa che più l'addolorò non fu il suo tradimento con Ingrid Bergman ma il fatto che avesse dovuto subire quello smacco in modo plateale e senza stile".
La loro storia, invece, durò tre anni prima della scomparsa dell'attrice: "Era calato il desiderio. E lei non sopportava che fosse finita la passione. Anna non volle più vedermi", conclude Ruggeri.

(qn.quotidiano.net, 13 maggio 2008)
postato da: corsaroazzurro alle ore 16:15 | Link | commenti (1)
categoria:amore, cinema, franco zeffirelli, anna magnani
sabato, 10 maggio 2008
Nannarella. Per ricordare i cent'anni...
di
Giuseppe Ghigi

Pfilm73701184041575Nannarella. Per ricordare i cent'anni dalla nascita di Anna Magnani, Raitre manda in onda La carrozza d'oro di Jean Renoir (in onda domenica 11, Raitre, 2.55, durata: 98') la cui sceneggiatura, tratta da La carosse du Saint Sacrament, doveva essere girata da Luchino Visconti nel 1952 e che invece finì nella mani del regista francese. Scrive François Truffaut: E' uno dei film chiave di Renoir perché riprende i temi di molti altri, principalmente quello della sincerità in amore e quello della vocazione artistica; è un film costruito secondo il gioco delle scatole cinesi che si incastrano le une nelle altre, un film sul teatro nel teatro. Nel ruolo di Camilla, primadonna invitata a corte dal viceré del Perù che le regala una carrozza d'oro, vi è una Magnani superba.Viale del Western. Con la rinascita di Hollywood della fine degli anni Sessanta, il western cambia i toni, le tematiche, gli orizzonti perduti. Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah (venerdì 16, Raitre, 3.35, durata: 134', 1969) è il segno del cambiamento epocale del genere: amaro, disilluso, elegiaco e dal montaggio ora frenetico ora rallentato fino all'esaperazione. E' il definitivo tramonto del western classico.

(www.gazzettino.it, 8 maggio 2008)

postato da: corsaroazzurro alle ore 09:46 | Link | commenti
categoria:america, cinema, parigi, commedia, hollywood, luchino visconti, anna magnani, jean renoir
giovedì, 08 maggio 2008

Buon compleanno Roberto Rossellini

di Paola Mattu Furci

Buon compleanno Roberto Rossellini! Ricordiamo oggi l’anniversario dei 102 anni dalla nascita del grande maestro del cinema italiano. Nato a Roma da una famiglia agiata, la sua passione per la settima arte è quasi inevitabile, il padre infatti costruì il primo cinema della capitale al quale lui ebbe accesso illimitato, nutrendo in questo modo il suo amore. La sua vita è ricca di incontri, sentimenti e grandi passioni. Tra i suoi lavori più importanti: “La nave bianca” (1941), “Un pilota ritorna” (1942), “Uomo dalla croce” (1943), “Roma città aperta” (1945) con Anna Magnani, e con questa attrice intensa e unica nasce un grande amore; “Paisà” (1946), “Germania anno zero” (1948). In seguito entra nella sua vita l’attrice Ingrid Bergman con una memorabile lettera piena di complimenti per i suoi film nella quale si propone come interprete dei suoi futuri lavori: ne nasce un amore che fa scalpore, il figlio Robertino, le gemelle Isabella e Isotta e un intenso sodalizio artistico. A questa fase appartengono “Stromboli”, “Terra di Dio”, “Europa 51” e “Viaggio in Italia”. Dopo essersi lasciato con la Bergman nel 1959, parte per l’India e al suo ritorno oltre a riproporre i temi della seconda guerra mondiale si dedica a un progetto didattico attraverso l’uso dei media audiovisivi.

(www.ecodelcinema.com, 8 maggio 2008)

Auguri maestro...

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categoria:italia, cinema, roma, neorealismo, roberto rossellini, anna magnani
lunedì, 05 maggio 2008
Alla biblioteca Calvino i grandi film della storia del cinema


Monicelli I soliti ignotiCastiglione della Pescaia: Novità in biblioteca per gli amanti del cinema: chi avesse perso alcuni film che hanno fatto la storia della settima arte, da oggi potrà facilmente rimediare.
Sono infatti arrivati i primi 400 titoli “introvabili” alla biblioteca “Italo Calvino” che si potranno prendere in prestito proprio come i libri, solo con una piccola limitazione sui tempi.I dvd, è questo il supporto su cui potranno essere visionati, potranno essere infatti trattenuti per il prestito solo per una settimana (anziché le due per i libri) e solo per un documento alla volta. Il prestito inoltre non è rinnovabile. E’ possibile la prenotazione del materiale con le stesse modalità delle opere bibliografiche.
Nei titoli disponibili per adesso (ma in arrivo ce ne sono già almeno altrettanti) c’è già molto più di quello che gli appassionati potrebbero sperare: da Chaplin a Bertolucci, da Kubrik a Sergio Leone, da Coppola Ridley Scott, da Fellini a Monicelli, Scola, Risi. Dall’espressionismo di Fritz Lang al surrealismo di Bunuel. E non manca anche una selezione di cartoni animati: Disney, Bozzetto, Tim Burton. Si potranno rivedere i classici del neorealismo italiano così come i grandi film americani ed europei.
“Una nuova opportunità che accresce il valore della biblioteca rendendola sempre più punto di riferimento culturale per il territorio” – afferma l’assessore alla Cultura Sandra Mainetti.
“Non abbiamo fatto in tempo a comunicare la notizia che già erano iniziati prestiti. Siamo contenti perché la biblioteca è un luogo in cui ciascuno può far fiorire i suoi interessi e le sue passioni. Questa struttura esprime sempre più le sue potenzialità di aggregazione sia per gli adulti che per i ragazzi” – ha detto Patrizia Guidi, direttrice della biblioteca.

(www.maremmanews.tv, 5 maggio 2008)
postato da: corsaroazzurro alle ore 22:53 | Link | commenti
categoria:cinema, commedia, dvd , federico fellini, sergio leone, mario monicelli, dino risi, ettore scola
lunedì, 05 maggio 2008

84 immagini al Dipartimento di Scienze Giuridiche

L’attimo neorealista. Fotogrammi 1941-1952

A partire da oggi e per tutto il mese, il Dipartimento di Scienze Giuridiche (corso Ercole I d’Este n. 37) ospiterà la mostra fotografica L’attimo neorealista. Fotogrammi 1941-1952, organizzata ed allestita dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dal Centro Sperimentale di Cinematografia. La mostra, ad ingresso gratuito, è aperta dal lunedì al venerdì con orario 9 – 19.

Già presentata con grande successo durante la scorsa edizione di Festa del Cinema di Roma, la mostra è ora in circuitazione in tutt’Italia e si compone di 84 fotografie che ritraggono momenti di grande intensità di 32 pellicole, selezionate fra le più importanti opere del Neorealismo e fra alcuni dei film che ne anticiparono le caratteristiche.

Elemento distintivo di questa selezione di immagini è quello di essere composta esclusivamente di fotogrammi estrapolati dalle pellicole, non quindi fotografie di scena ma veri e propri istanti dei film. Questa inusuale scelta nasce dalla volontà di fornire una testimonianza inedita di uno dei momenti più alti della cinematografia italiana e mondiale, quel Neorealismo che seppe raccontare come nessun altro la tragica realtà di un Paese uscito devastato dal secondo conflitto mondiale e di una popolazione ridotta allo stremo, ma anche la grande umanità e volontà di riscatto che il popolo italiano seppe dimostrare.

normal_neorealismo Tutto questo fu possibile grazie all’opera di registi entrati nella storia del cinema, come Rossellini, Visconti o De Sica, nonché all’impegno di tanti altri maestri rimasti meno noti al grande pubblico. Soffermarsi sul valore storico e artistico del neorealismo o tentare di definire uno dei movimenti cinematografici più studiati e analizzati, rischierebbe di risolversi in una carrellata di concetti abusati e a forte rischio di banalizzazione. Può invece essere interessante sottolineare ancora come, attraverso gli sguardi, i gesti e i contesti raccontati dalle pellicole neorealiste, sia possibile rievocare uno dei periodi più drammatici della storia del nostro Paese. Come spesso ripete il maestro Francesco Rosi, il cinema ha un alto valore pedagogico e documentale, cui è importante ricorrere per definire la nostra identità come individui e come appartenenti ad una realtà comune, cioè quell’Italia che dalle macerie del secondo conflitto mondiale ha ricostruito i caratteri che la contraddistinguono anche oggi.

La mostra intende dunque dare la possibilità di cogliere, in questi frammenti sottratti al movimento della pellicola, non solo la straordinaria bellezza delle situazioni, dei volti e degli ambienti immortalati, ma il senso di un movimento artistico che seppe raccontare la realtà italiana senza perdere la capacità di creare suggestioni e coinvolgere gli spettatori con storie di grande intensità.

Alla Cineteca Nazionale, l’archivio filmico gestito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, e alla Fondazione Ente dello Spettacolo, va dunque riconosciuto il merito di aver reso possibile la fruizione di queste immagini ad un pubblico che fosse il più vasto possibile, nella convinzione che attraverso iniziative consimili sia possibile suscitare il dovuto interesse per una più completa conoscenza delle differenti declinazioni che il cinema ha saputo assumere nel corso della sua storia.

La Fondazione Ente dello Spettacolo opera dal 1946 all'interno della cultura cinematografica italiana. Negli anni è divenuta leader di contenuti Cinema che gestisce per sole24ore.it, Msn-microsoft, libero.it, Wind-imode, Tim, comingsoon television e altri.

giacomelli1Svolge attività di editoria tradizionale ed elettronica con il portale www.cinematografo.it, organizza eventi culturali, convegni internazionali seminari e festival (www.tertiomillenniofilmfest.org) e anteprime cinematografiche, spesso in collaborazione con importanti partner italiani e stranieri, tra cui il Centro Sperimentale di Cinematografia, Cinecittà Holding, Istituto Luce, "Cahiers du Cinéma", Fondazione Cineteca Italiana di Milano, Museo del Cinema di Torino.

Edita la Rivista del Cinematografo, il più antico periodico italiano di critica cinematografica.

 

(www.estense.com, 5 maggio 2008)

postato da: corsaroazzurro alle ore 22:50 | Link | commenti
categoria:italia, cinema, roma, fotografia, neorealismo, roberto rossellini, luchino visconti, anna magnani
venerdì, 02 maggio 2008
Che marinaio il primo Rossellini
di Lietta Tornabuoni

Buonissima idea,quella di ripresentare in DVD, in edizione restaurata e rimasterizzata, il primo lungometraggio diretto nel 1941 da Roberto Rossellini che aveva allora 34 anni.
Molto raro, prodotto nel fascismo dal ministero della Marina, interpretato da attori non professionisti sulla nave-ospedale Arno e su una nave da battaglia, supervisionato dal comandante-cineasta De Robertiis, con musiche del fratello del regista Renzo, ovviamente propagandistico, il film racconta la vita a bordo dei feriti e dell’equipaggio con taglio documentaristico.
La grande attenzione ai fatti minimi e ai gesti quotidiani lascia intuire il neorealismo avvenire e l’idea di Rossellini del cinema come strumento di rivelazione della realtà nel suo farsi.

LA NAVE BIANCA
di Roberto Rossellini
Genere: Bellico
Distribuzione: Dolmen

(www.lastampa.it, 2 maggio 2008)
postato da: corsaroazzurro alle ore 12:15 | Link | commenti (1)
categoria:cinema, dvd , neorealismo, roberto rossellini